Il principe Harry ha rilanciato la richiesta di riconciliazione familiare in un’intervista a GQ Magazine pubblicata lunedì durante la visita di Stato del sultano dell’Oman a Windsor.
Il colloquio è stato registrato a New York in settembre. «Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, la cosa più importante è riconciliarsi», ha affermato.
Nel passaggio centrale, il duca del Sussex ha espresso la disponibilità al dialogo con il padre, re Carlo III, e con la corona, dopo le critiche rivolte in passato all’istituzione. Il riferimento a chi non vorrebbe il successo di questo percorso ha innescato un chiarimento del suo portavoce poche ore dopo.
Windsor, agenda incrociata e chiarimento del portavoce
Carlo III e i principi del Galles hanno accolto sotto la pioggia il sultano Haitham bin Tarik al Said a Windsor. Durante il banchetto al castello, il re ha pronunciato il discorso di benvenuto, elogiando anche William. Il sovrano ha inoltre lodato gli sforzi diplomatici dell’Oman per contribuire a risolvere la situazione nello stretto di Hormuz. Carlo III, anziano e malato, era impegnato nelle relazioni diplomatiche connesse al proprio ruolo di capo dello Stato.
La sovrapposizione temporale ha toccato anche il patto riservato tra gli staff della corona e dei Sussex: un’intesa di rispetto reciproco delle agende, con appuntamenti e uscite pubbliche organizzati per non sovrapporsi né coprire il lavoro dell’altra parte.
Sul contenuto dell’intervista, il portavoce ha precisato che «le sue parole non intendevano essere una frecciatina nei confronti del fratello o di qualsiasi altro membro della sua famiglia». Ha aggiunto che «il commento è stato fatto in un contesto generale e non era in alcun modo rivolto alla sua famiglia».
Le cicatrici, la terapia e il rifiuto della compassione
Harry ha invitato a cambiare il rapporto con il passato: «Le cicatrici rimangono per sempre, ma il modo in cui le percepisci, l’atteggiamento che adotti nei confronti di ciò che è accaduto e la capacità di lasciarsi il passato alle spalle: ecco, questo è qualcosa che incoraggerei chiunque a fare».
Per il duca del Sussex ci sarebbero già abbastanza «tragedie nel mondo» e «abbastanza tragedie nella vita delle persone» per continuare le dispute familiari. Il suo richiamo alla riconciliazione si è accompagnato al rifiuto di chiedere compassione per la propria situazione.
Alla domanda sul perché non ne avesse bisogno, Harry ha risposto: «Di certo non voglio alcuna compassione. Ormai siamo ben oltre questo punto. Perché? Perché sono un principe. Ho una rete di sostegno attorno a me, ho seguito diversi tipi di terapia e mi sono impegnato a fondo. Mi chiedo dove sarei se non l’avessi fatto: la situazione potrebbe essere molto diversa».
Il duca ha dunque indicato la rete di sostegno e i percorsi di terapia tra le risorse di cui ha potuto beneficiare. Nel corso dell’intervista ha ribadito una seconda volta di essere un principe.
