Il governo britannico ha autorizzato mercoledì mattina i piani per avviare le perforazioni nel giacimento di gas Jackdaw, nel Mare del Nord. La decisione arriva dopo le nuove consultazioni pubbliche sulle proposte, svolte quest’anno e concluse ad agosto.
Il via libera mette fine a mesi di ipotesi sul futuro del progetto. Secondo la società proprietaria Adura, Jackdaw potrebbe fornire circa il 6% della produzione britannica di gas nel Mare del Nord.
Le autorizzazioni annullate dai tribunali scozzesi
Il progetto era stato approvato dal precedente governo conservatore insieme a quello del giacimento petrolifero Rosebank, al largo delle Shetland. Le licenze per le perforazioni erano state autorizzate nel giugno 2022, ma i tribunali scozzesi avevano annullato il via libera in seguito a un ricorso degli ambientalisti.
L’annullamento era arrivato dopo una sentenza della Corte suprema britannica, secondo la quale i promotori dei progetti dovevano includere nelle domande di autorizzazione anche l’impatto sul clima provocato dalla combustione dei combustibili fossili.
La decisione su Rosebank, il più grande giacimento petrolifero non ancora sfruttato del Mare del Nord, viene presa separatamente. La ministra dell’Energia Miatta Fahnbulleh ha precisato che richiederà «un po’ più di tempo».
Il fondo per le rinnovabili e gli obiettivi climatici
La tutela dell’occupazione e il contributo alle necessità di riscaldamento sono le ragioni indicate dal primo ministro Andy Burnham a sostegno dell’autorizzazione: «Accolgo con favore la decisione della ministra dell’Energia, che proteggerà centinaia di posti di lavoro e contribuirà a riscaldare milioni di case questo inverno».
Il premier ha collegato la scelta alle difficoltà economiche della popolazione: «In un momento in cui le persone sono davvero in difficoltà, è giusto valutare in modo responsabile come sfruttare al massimo le riserve energetiche esistenti che abbiamo in Gran Bretagna e che potrebbero essere d’aiuto».
Sugli impegni climatici, Burnham ha dichiarato: «Siamo impegnati nella transizione verso le energie rinnovabili e nel raggiungimento delle emissioni nette zero entro il 2050. Ma anche lungo il nostro ambizioso percorso climatico, avremo ancora bisogno di petrolio e gas per soddisfare parte del nostro fabbisogno energetico per i decenni a venire».
Il programma comprende anche un nuovo fondo, l’Energy Wealth Fund. Nelle parole del premier: «È per questo che adottiamo un approccio pragmatico al Mare del Nord. Stiamo anche istituendo un nuovo Energy Wealth Fund per investire nelle energie rinnovabili, sostenere la transizione verde e contribuire a ridurre le bollette energetiche nel lungo periodo».
Burnham ha descritto così gli obiettivi: «Il nostro approccio ci consentirà di rafforzare la sicurezza energetica, sostenere i lavoratori britannici, vincolare i futuri proventi del Mare del Nord all’accelerazione della transizione verde, raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi climatici e, soprattutto, ridurre le bollette».
