È salito a 73 morti e oltre 200 feriti il bilancio dell’attacco missilistico sferrato dagli Houthi contro un campo militare delle forze governative yemenite. Il raid ha colpito il centro di addestramento di Al-Alam, nella provincia meridionale di Shabwa, dove erano presenti reclute dei servizi di sicurezza e di polizia. Secondo le autorità locali, 14 persone risultano ancora disperse.
L’attacco, avvenuto il 19 ottobre, è tra i più sanguinosi registrati nelle ultime settimane nel Paese e si inserisce in una nuova fase di escalation del conflitto tra i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, e le forze del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e appoggiato dall’Arabia Saudita.
Attacco degli Houthi: tre missili balistici contro il campo di Al-Alam
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità della provincia di Shabwa, contro il campo militare sono stati lanciati tre missili balistici. Il bilancio iniziale di 53 morti e circa 200 feriti è stato successivamente aggiornato a 73 vittime, mentre proseguono le ricerche delle persone disperse.
Gli Houthi hanno rivendicato l’operazione. Il portavoce militare del movimento, Yahya Saree, ha dichiarato che l’obiettivo era costituito da forze saudite presenti nel campo di Al-Alam, descritto come una struttura gestita da ufficiali dell’Arabia Saudita. Riad non ha immediatamente commentato le dichiarazioni.
La provincia di Shabwa riveste un’importanza strategica per le sue risorse energetiche, in particolare petrolio e gas, e per la sua posizione nel quadro del conflitto. L’attacco contro il centro di addestramento potrebbe rappresentare un ulteriore segnale dell’intensificazione delle operazioni militari nelle aree controllate dal governo.
Si intensificano gli scontri tra Houthi e forze governative
L’attacco arriva in una fase di crescente tensione militare. Da settembre, gli Houthi hanno intensificato le operazioni e avanzato in alcune aree strategiche, mentre le forze governative yemenite hanno avviato iniziative per riconquistare territori sotto il controllo dei ribelli.
Tra le zone più rilevanti c’è l’area dello stretto di Bab el-Mandeb, passaggio marittimo fondamentale per i traffici commerciali tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. La sua posizione rende gli sviluppi militari nello Yemen importanti anche sul piano regionale e internazionale.
Il nuovo attacco ha inoltre alimentato i timori di un’ulteriore offensiva terrestre. Le autorità locali temono che il raid contro il campo di Al-Alam possa anticipare altre operazioni contro le forze governative, in un contesto in cui la tregua del 2022 non è riuscita a garantire una stabilizzazione duratura.
La crisi umanitaria e le conseguenze regionali
La ripresa dei combattimenti aggrava una situazione umanitaria già estremamente fragile. Anni di guerra hanno provocato vittime civili e militari, distruzione delle infrastrutture e difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
L’escalation coinvolge inoltre gli equilibri regionali, soprattutto per il ruolo dell’Arabia Saudita nel sostegno al governo yemenita e per i legami degli Houthi con Teheran. Gli attacchi contro obiettivi militari e infrastrutture strategiche accrescono il rischio di un ampliamento del conflitto.
Il bilancio del raid di Al-Alam, con decine di vittime e centinaia di feriti, conferma la fragilità della situazione sul terreno. Le prossime mosse delle forze governative e dei ribelli saranno decisive per capire se gli scontri resteranno concentrati nelle aree contese o se la nuova escalation porterà a un ulteriore allargamento delle operazioni militari.
