Il blocco dei camion continua a mettere in difficoltà i rifornimenti nel Sud Italia, con ripercussioni sulla disponibilità di prodotti alimentari, sui distributori di carburante e, in caso di un’interruzione prolungata, anche sulle consegne di medicinali. Intanto, la protesta degli autotrasportatori si allarga ad altre categorie, mentre il governo lavora per rendere disponibili le risorse promesse al settore. Un nuovo confronto con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è previsto per martedì 20 ottobre, a Milano.
Code e chiusure tra A1 e A30: i percorsi alternativi
Le ripercussioni della mobilitazione si fanno sentire anche sulla rete autostradale campana. Intorno alle 3 di lunedì 19 ottobre è stato temporaneamente chiuso, sulla A1 Milano-Napoli, il nodo di collegamento con la A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Napoli, a causa della protesta degli autotrasportatori.
La situazione segnalata in mattinata comprendeva due chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord, in direzione Roma, e altri due chilometri tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord, sempre verso la capitale. Sulla A30, inoltre, si registravano tre chilometri di rallentamenti tra Maddaloni e il bivio con la A1 in direzione Caserta.
Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del sesto Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Per chi da Napoli è diretto a Salerno viene consigliato il percorso sulla A16 Napoli-Canosa in direzione Bari, per poi proseguire sulla A30 verso Salerno.
Gli automobilisti provenienti da Napoli e diretti a Roma sulla A1 possono invece uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni e imboccare la SS700 verso Capua e Santa Maria Capua Vetere, rientrando in autostrada alla stazione di quest’ultima località. Per chi arriva da Bari sulla A16 ed è diretto a Roma, l’alternativa indicata prevede l’uscita a Benevento, il transito sulla SS372 Telesina e il successivo ingresso sulla A1 a Caianello.
Supermercati in difficoltà e rischio per le forniture alimentari
La protesta ha continuato a interessare diverse aree del Mezzogiorno, mentre il prezzo del gasolio sulla rete autostradale si avvicina ai 2,30 euro al litro. Ai mezzi pesanti fermi nei presidi si aggiungono gli scaffali rimasti vuoti in alcuni supermercati e le difficoltà incontrate dai distributori nel ricevere nuovi carichi.
In Calabria, nel Lametino, domenica è stato bloccato lo svincolo dell’A2 a Falerna, con code e deviazioni sulla viabilità alternativa. Altri presidi hanno coinvolto gli snodi stradali del Cosentino. In Sicilia, il fermo ha rallentato il trasporto delle merci e le consegne, mentre in Puglia la mobilitazione è proseguita lungo le principali arterie, con problemi segnalati anche nella rete di distribuzione.
Non ovunque i manifestanti hanno interrotto completamente la circolazione, ma l’accumularsi dei disagi alimenta le preoccupazioni per le conseguenze di una protesta destinata a proseguire almeno fino al confronto con il governo. Particolarmente esposti sono i prodotti alimentari deperibili, per i quali i ritardi nei trasporti possono tradursi in perdite economiche.
In Sicilia si lavora per salvare i carichi di ortofrutta
Il Comitato trasportatori siciliani è al lavoro con la Regione per favorire, a partire da lunedì, la ripresa dei trasferimenti di prodotti ortofrutticoli, almeno via terra attraverso lo Stretto di Messina. L’obiettivo è svuotare le celle frigorifere e salvaguardare la merce già raccolta, a cominciare dall’uva Italia, in un momento importante per la commercializzazione.
Il blocco dei trasporti, infatti, non coinvolge soltanto gli autisti, ma investe l’intera filiera, dai produttori ai distributori fino ai consumatori. Le difficoltà riguardano anche i rifornimenti di carburante: in alcune zone gli impianti sono rimasti senza scorte oppure dispongono di quantità limitate.
Le aziende siciliane del trasporto pubblico locale hanno avvertito che, se le consegne non riprenderanno, potrebbe diventare complicato mantenere regolarmente il servizio. Le riserve ancora disponibili verrebbero utilizzate per garantire almeno le corse essenziali per studenti e lavoratori.
A rischio anche le consegne di medicinali
Tra le conseguenze temute c’è anche il possibile rallentamento della distribuzione farmaceutica. Un blocco prolungato potrebbe ritardare l’arrivo dei medicinali nei magazzini dei distributori e, successivamente, nelle farmacie, mettendo sotto pressione una filiera considerata essenziale.
Nel frattempo, accanto agli autotrasportatori continuano a mobilitarsi anche gli agricoltori, penalizzati dai rincari di gasolio, energia e fertilizzanti. A Carinola, in provincia di Caserta, alcuni tassisti hanno manifestato solidarietà ai camionisti portando loro dell’acqua.
Sul fronte degli interventi locali, la Regione Calabria ha approvato un pacchetto di aiuti straordinari da 15 milioni di euro. Dieci milioni sono destinati all’autotrasporto e altri cinque all’agricoltura, con l’obiettivo di compensare gli aumenti dei costi documentati dalle imprese.
Martedì l’incontro con Salvini: sul tavolo 590 milioni per i camion
Il prossimo passaggio decisivo sarà il confronto fissato per martedì 20 ottobre a Milano tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e le rappresentanze del settore. Gli incontri con le associazioni nazionali dell’autotrasporto sono previsti al mattino, mentre nel pomeriggio sarà il turno delle sigle locali, in Prefettura.
Al centro delle riunioni ci saranno l’impennata del prezzo del gasolio e i ritardi nell’attuazione delle misure di sostegno già annunciate. Il ministero punta a sbloccare 590 milioni di euro stanziati per il rinnovo del parco veicolare. I fondi dovrebbero aiutare le aziende ad acquistare mezzi nuovi e a sostituire i camion più vecchi, ma l’accesso alle risorse è ancora frenato da ostacoli burocratici.
Il governo sta inoltre cercando finanziamenti per potenziare il Fondo per l’autotrasporto, che sostiene economicamente le imprese, e per il Marebonus 2026, l’incentivo pensato per trasferire una parte delle merci dal trasporto su strada a quello marittimo. A queste risorse si aggiungono gli 80 milioni di euro di aiuti supplementari indicati da Salvini, che dovrebbero contribuire a rispondere alle richieste della categoria.
Crediti d’imposta sul gasolio, le imprese chiedono tempi certi
Un altro capitolo riguarda i ristori per il caro-carburante, per un valore complessivo di circa 430 milioni di euro. Si tratta di crediti d’imposta attraverso i quali le imprese possono recuperare una parte delle maggiori spese sostenute per il gasolio, compensando imposte e contributi dovuti.
Molte aziende, tuttavia, non sono ancora riuscite a utilizzare le agevolazioni. Le verifiche sui requisiti, gli adempimenti amministrativi e gli errori nelle richieste telematiche hanno rallentato l’erogazione dei benefici. Per questo gli operatori chiedono indicazioni chiare sulle tempistiche necessarie per accedere ai fondi.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche la proroga al 2027 del credito d’imposta sul carburante, insieme ad altri possibili interventi contro il rincaro dei costi. Per un comparto che deve sostenere quotidianamente le spese per gasolio, pedaggi e personale, la disponibilità tempestiva degli aiuti rappresenta un elemento determinante.
Caro-energia, verso un tetto al prezzo del gas per un anno
Parallelamente alle misure per i camionisti, l’esecutivo sta lavorando a interventi per contenere il costo dell’energia. Un’intesa politica preliminare con l’Unione europea potrebbe aprire la strada a un nuovo decreto con un limite, per la durata di un anno, al prezzo del gas impiegato nella produzione di elettricità.
La soglia ipotizzata si aggirerebbe intorno ai 60 euro, a fronte degli 85-90 euro registrati sul mercato. Il provvedimento, atteso entro la fine del 2026, potrebbe produrre effetti sulle bollette a partire dal 2027.
Per le famiglie con contratti a prezzo variabile viene stimata una riduzione di circa il 10%, mentre per le imprese i benefici previsti ammonterebbero a 1,3 miliardi di euro. Prima dell’eventuale introduzione della misura, restano però da completare le verifiche a livello europeo.
