Centinaia di droni d’attacco sono stati lanciati dalla Russia contro l’Ucraina tra mercoledì 14 ottobre e le 9 di giovedì 15 ottobre, ora locale. Lo ha riferito il presidente Volodymyr Zelensky, descrivendo un’offensiva aerea “massiccia” che ha coinvolto oltre 850 droni in meno di 36 ore.
“Non c’è stata una sola ora in cui i nostri cieli fossero liberi”
L’attacco è proseguito per gran parte di mercoledì e fino a giovedì mattina, con successive ondate di droni. “Non c’è stata una sola ora in cui i nostri cieli fossero liberi“, ha affermato Zelensky a proposito della continuità dei lanci.
Il presidente ha attribuito l’intensificazione degli attacchi alle concessioni sulle sanzioni e ai tentativi di pressione sull’Ucraina: “È evidente che la Russia ha scelto deliberatamente di intensificare i suoi attacchi dopo aver ottenuto un allentamento delle sanzioni e aver visto i tentativi di esercitare pressioni sull’Ucraina. La Russia sfrutta ogni occasione di questo tipo e deve essere chiamata a rispondere di ciò che fa“.
Ucraina, almeno sei morti e sei feriti negli attacchi russi
Secondo il bilancio comunicato da Zelensky, almeno sei persone sono morte: tre a Kropyvnytskyi, nella regione centrale di Kirovohrad, e altre tre nella regione di Dnipropetrovsk.
Nella sola regione di Kirovohrad, oltre 360 droni hanno colpito 26 località, provocando anche sei feriti. Il governatore Andriy Raikovych ha descritto l’offensiva come la più intensa registrata nella regione dall’inizio della guerra; tra gli obiettivi colpiti figurano infrastrutture critiche, centri logistici, strutture di trasporto ed edifici residenziali.
In aggiunta, l’offensiva arriva dopo gli attacchi del 14 ottobre contro le infrastrutture energetiche ucraine, che hanno lasciato almeno 600mila persone senza elettricità.
