Silvano Larini, l’uomo del “Conto protezione” e amico fidato di Bettino Craxi, è morto all’età di 91 anni. La moglie Viviana ne ha annunciato il decesso con un necrologio. Larini, durante le indagini di Mani Pulite, rivelò che il conto gestiva finanziamenti illeciti ai socialisti.
Chi era “il postino” di Craxi
Larini, architetto e uomo di fiducia di Bettino Craxi, è passato alla storia come il “postino di Bettino”, soprannome che gli era stato attribuito per il suo ruolo nel trasferimento di denaro destinato al Partito socialista italiano (Psi): Larini faceva la spola con buste di contanti fino agli uffici di Craxi, in piazza Duomo a Milano.
Silvano Larini e il caso del “Conto Protezione”
Nato a Milano il 17 febbraio 1935, Larini aveva studiato architettura al Politecnico e frequentava gli ambienti politici e imprenditoriali della cosiddetta “Milano da bere”.
Il suo nome emerse nelle indagini su Tangentopoli per il “Conto Protezione”, un conto corrente svizzero numero 633369, aperto presso la Ubs di Lugano di cui Larini era il titolare formale.
Secondo quando raccontò poi ai magistrati, nell’autunno del 1980 Bettino Craxi, all’epoca segretario del Psi, gli aveva chiesto di metterlo a disposizione per operazioni finanziarie destinate al Psi. Sul conto transitarono complessivamente sette milioni di dollari, in due versamenti da 3,5 milioni.
Mani Pulite, la condanna a cinque anni per Larini
Il 7 febbraio 1993, dopo mesi di latitanza trascorsi in Polinesia, Larini si consegnò al magistrato Antonio Di Pietro al valico di Ventimiglia. Le sue dichiarazioni contribuirono a ricostruire il sistema dei finanziamenti illeciti al Partito socialista e coinvolsero anche Claudio Martelli, allora ministro della Giustizia.
Nel 1994 Larini venne condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione per la vicenda del Conto Protezione, ma nel 1997 quattro anni della pena furono condonati, con una decisione confermata dalla Cassazione nel 1999; il “postino” di Craxi, quindi, non dovette mai scontare la pena in carcere.
Mani Pulite, l’inchiesta che segnò la fine della Prima Repubblica
L’inchiesta Mani Pulite ebbe inizio il 17 febbraio 1992, quando il presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, venne arrestato a Milano mentre riceveva una tangente. Da quell’episodio partirono una serie di indagini che portarono alla luce un sistema di corruzione e finanziamenti illeciti che coinvolgeva politici, imprenditori e amministratori pubblici.
Lo scandalo, passato alla storia con il nome di Tangentopoli, travolse i principali partiti dell’epoca, tra cui la Democrazia cristiana e il Partito socialista italiano di Bettino Craxi. Le indagini contribuirono alla dissoluzione di partiti storici come la Dc e il Psi, segnando una profonda trasformazione del panorama politico italiano e il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica.
