Il pontefice si è alzato e ha fatto colazione questa mattina, giovedì 15 ottobre, al Policlinico Gemelli di Roma, a due giorni dall’intervento per l’asportazione di un tumore maligno al polmone. «Ha trascorso bene la notte in ospedale, si è alzato e ha fatto colazione», ha comunicato la Sala stampa vaticana. Il recupero procede, ma rimangono incerti i tempi del ritorno agli impegni ufficiali.
Papa Leone XIV, ricoverato dal 13 ottobre, aveva già iniziato ieri a camminare nella propria stanza, ripreso un’alimentazione regolare e svolto le prime sedute di fisioterapia respiratoria. Gli esami del sangue e la radiografia del torace indicano un decorso post-operatorio regolare. Il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni ha riferito che anche l’umore del Papa è buono. La degenza dovrebbe durare complessivamente circa una settimana, salvo cambiamenti legati alle condizioni cliniche.
La diagnosi e l’attesa dell’esame istologico definitivo
Leone XIV aveva annunciato la necessità dell’operazione durante l’Angelus di domenica 11 ottobre. Un controllo medico di routine aveva portato alla scoperta di un nodulo polmonare, per il quale erano stati programmati ulteriori accertamenti.
L’intervento del 13 ottobre al Gemelli si è concluso secondo i tempi e le modalità previste. L’esame istologico estemporaneo, eseguito durante l’operazione, ha confermato un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno che origina dalle cellule ghiandolari del tessuto polmonare.
È atteso il risultato dell’esame istologico definitivo, che fornirà ulteriori informazioni sulla malattia e contribuirà a orientare le successive valutazioni cliniche. Tra i messaggi di vicinanza arrivati dalla politica internazionale c’è quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha augurato pubblicamente una pronta guarigione: «Spero che il Papa si rimetta».
Il viaggio in Sudamerica e le valutazioni dei medici
Il programma apostolico prevede un viaggio tra Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre. È un appuntamento particolarmente importante per il pontefice, ma fisicamente impegnativo: comprende quindici tappe e circa 31mila chilometri di spostamenti in aereo ed elicottero, ai quali si aggiungerebbero i trasferimenti su strada.
Tra le destinazioni figurano Cuzco, in Perù, a circa 3.400 metri di altitudine, e alcune località della foresta amazzonica. L’itinerario comporterebbe cambiamenti di clima, lunghi trasferimenti e permanenze ad alta quota: elementi da valutare dopo un intervento al polmone.
«Il suo desiderio è di fare il viaggio in Sudamerica. Poi vedremo», ha spiegato Bruni, lasciando aperta la possibilità di una revisione del programma. Non è stata annunciata alcuna cancellazione.
La decisione dipenderà dall’andamento della convalescenza, dai risultati degli accertamenti e dalle indicazioni dei medici. Il recupero resta la priorità: il quadro clinico dei prossimi giorni chiarirà quando il pontefice potrà riprendere pienamente le sue attività.
