Elon Musk ha intimato a Volodymyr Zelensky di farsi da parte, rilanciando lo scontro politico mentre l’Ucraina segnala difficoltà sulle comunicazioni satellitari al fronte. Il proprietario di X ha condiviso un video in cui il presidente ucraino criticava la linea di Donald Trump sulla guerra e ha aggiunto: “Così il massacro continua”. Poi la frase che ha acceso la miccia: “Time for Zelensky to go”, “È ora che Zelensky se ne vada”.
Accuse online e replica di Zelensky
Il messaggio amplificato da Musk sostiene che Zelensky tema un accordo di pace perché, chiuso il conflitto, dovrebbe affrontare nuove elezioni e, in caso di sconfitta, possibili procedimenti giudiziari. È una lettura che punta al calcolo politico più che alla diplomazia, ma non prova le intenzioni del presidente.
Nei giorni scorsi, infatti, Zelensky aveva proposto un cessate il fuoco di 60 giorni per consentire lo svolgimento delle elezioni, sospese a causa della legge marziale. In questo quadro, la sua posizione si è incrociata con il dibattito americano.
Intervistato da Piers Morgan Uncensored, Zelensky ha definito “doloroso” vedere Trump schierarsi «da una parte. E non dalla nostra». Il leader ucraino non ha escluso un ruolo di mediazione per l’ex presidente, ma ha precisato che una mediazione richiede imparzialità. Quanto alla richiesta di un cambio alla guida del Paese, ha risposto: “È una decisione che spetta al nostro popolo”. Né Trump né Musk, ha aggiunto, possono scegliere il presidente di un altro Stato.
Starlink al fronte: le segnalazioni dall’Ucraina
Le polemiche si intrecciano con un tema operativo. Kiev ha segnalato restrizioni alle comunicazioni satellitari che avrebbero inciso su sistemi usati nelle operazioni con i droni e nella difesa antiaerea. Secondo fonti militari ucraine, le limitazioni ostacolerebbero sia gli attacchi contro obiettivi russi sul territorio ucraino sia l’impiego dei droni intercettori contro quelli di Mosca.
Nel dettaglio, sarebbe stato introdotto un limite di velocità di 160 chilometri orari per l’utilizzo della connessione. Alcune unità, però, avrebbero perso il collegamento con i sistemi di guida anche a velocità inferiori, segnalando un malfunzionamento più ampio di quanto atteso.
Zelensky ha chiesto a Musk di intervenire per ripristinare il servizio, definendo l’interruzione un “grave errore”. La preoccupazione è concreta: l’impossibilità di usare le comunicazioni satellitari durante un attacco, ha avvertito, potrebbe tradursi in nuove vittime. Di qui la richiesta di chiarimenti e di un intervento rapido.
Musk distingue Starlink e Starshield
L’imprenditore ha respinto la responsabilità diretta delle restrizioni e ha distinto tra Starlink e Starshield, due servizi di SpaceX con finalità diverse. Il primo è noto per l’uso civile e militare sul campo; il secondo è dedicato a impieghi governativi e militari e, secondo Musk, rientra sotto il controllo delle autorità di Washington.
“Qualsiasi limitazione alla velocità o all’utilizzo viene decisa dall’esercito degli Stati Uniti e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti”, ha scritto su X. Musk ha anche rilanciato il promemoria che SpaceX è una società privata e non ha obblighi generali di assistenza verso l’Ucraina.
Queste precisazioni non chiudono il punto centrale: l’origine delle limitazioni lamentate dalle forze ucraine resta da chiarire. Kiev ha avviato contatti con SpaceX, con Washington e con la NATO per ottenere spiegazioni tecniche e capire se le restrizioni siano temporanee, mirate o parte di una policy più ampia.
Pressioni statunitensi sugli attacchi alle raffinerie russe
Il dossier arriva in un passaggio delicato dei rapporti tra Washington e Kiev. L’amministrazione Trump chiede all’Ucraina di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture petrolifere russe, mentre gli Stati Uniti affrontano una crisi energetica a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. La cornice politica pesa anche sulle scelte tecnologiche.
Secondo un alto funzionario ucraino citato dall’AFP il 14 ottobre, Washington avrebbe minacciato di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence se Kiev avesse proseguito a colpire le raffinerie russe. In parallelo, Trump ha annunciato un’intesa con Mosca per la fornitura di gasolio, alimentando ulteriori tensioni diplomatiche e ampliando il raggio del confronto.
Non c’è prova che eventuali limitazioni alle comunicazioni satellitari siano una conseguenza diretta di queste pressioni. Tuttavia, la coincidenza temporale rende più urgente chiarire chi abbia disposto le restrizioni e con quali obiettivi. È un nodo che riguarda procedure, catene decisionali e, soprattutto, l’accesso a una risorsa diventata essenziale sul campo.
Per l’Ucraina, la questione va oltre il confronto con Musk o le interlocuzioni con la Casa Bianca. In gioco c’è la possibilità di continuare a usare in modo affidabile una tecnologia da cui dipende una parte significativa delle sue capacità operative e difensive, mentre la guerra con la Russia prosegue senza segnali di arresto. I canali tra Kiev, SpaceX e le autorità alleate restano aperti per verifiche tecniche e per definire, se necessario, parametri d’uso che evitino nuovi blackout in operazioni critiche.
