Sigfrido Ranucci svuota lo studio che per vent’anni è stato la sua casa. Tra scatoloni e ricordi accumulati in circa 500 puntate di Report, il giornalista chiude un’era simbolo del servizio pubblico e affida ai social un lungo e toccante messaggio d’addio per i suoi sostenitori, tra amarezza, orgoglio e rivendicazione della propria libertà professionale.
“Ho scelto di non piegare la schiena davanti a nessuno”
Nel suo accorato post, Ranucci ripercorre gli ultimi convulsi momenti della sua parabola in Rai e non risparmia stoccate nei confronti di chi ne ha determinato l’uscita. Nonostante la durezza dello scontro, il conduttore difende con fermezza le scelte fatte in questi anni di giornalismo d’inchiesta. Ranucci ha scritto: “Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose. Tuttavia non rimpiango nulla di quello che ho fatto. Rifarei tutto, perché ho scelto di difendere dei principi, ho scelto di non piegare la schiena davanti a nessuno”. Citando l’episodio del funerale dell’insegnante Agnès Lassalle – dove il dolore si è trasformato in una danza condivisa – , il giornalista promette di trasformare la sofferenza in resilienza: “Questo è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi. Mi dispiace non aver potuto salutarvi dallo studio di Report. Separarsi, a volte, è un dolore così dolce. Ma non si vede bene che con il cuore, e per questo non posso che ringraziarvi per la passione e la dedizione con cui mi avete seguito in questi anni e che, nonostante tutto, ancora oggi mi donate”.
L’addio di Ranucci e le denunce
Nei giorni scorsi, Ranucci aveva denunciato un “fango orchestrato” e una campagna mediatica manipolata per cancellare la storia del programma, colpita nel tempo da oltre 3.500 articoli falsi e dossieraggi. L’anchor man ha criticato apertamente la decisione dell’azienda di viale Mazzini e della magistratura, che hanno motivato il mancato reintegro parlando di un presunto “clamore mediatico”, da lui definito come una narrazione artefatta e guidata da precise regie politiche, con pressioni dirette da parte di esponenti di Fratelli d’Italia.
