Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha annunciato questo martedì che due droni hanno preso di mira due navi al largo della Bulgaria, nel Mar Nero, causandone il colamento a picco di una e l’attivazione dei protocolli di emergenza. Tutti i 15 marinai a bordo della Chelsea 3 (registrata a Malta) sono stati messi in salvo, con un bilancio di cinque feriti leggeri. Radev ha bollato i raid come “assolutamente inaccettabili” e ha invocato il sostegno della NATO e dell’UE, ammettendo che al momento la Bulgaria non ha prove definitive sulla matrice dell’attacco.
Droni attaccano navi in Bulgaria: la situazione
A bordo si trovavano sette cittadini ucraini e otto azeri, secondo quanto reso noto dal Premier bulgaro Rumen Radev. In seguito alle incursioni notturne che hanno colpito due imbarcazioni commerciali nel Mar Nero, Radev intende confrontarsi con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, e ha dichiarato: “Convocherò anche l’ambasciatrice di Mosca in Bulgaria, Eleonora Mitrofanova. Non è possibile formalizzare un’accusa prima di avere la certezza assoluta sull’origine dei droni, benché la logica porti a ritenere che siano della Federazione Russa“.
Come evidenziato da Trud News, la Chelsea 3 batteva bandiera di Malta, pur essendo di proprietà ucraina e immatricolata a Odessa. L’aggressione si è verificata a circa 15 miglia nautiche dalla costa, all’altezza della città di Byala (regione di Varna) – ad appena 3 miglia dal limite delle acque territoriali bulgare, fissato a 12 miglia -, in base alle rilevazioni del Centro 112 di Varna. L’allarme per l’attacco è scattato alle 01:57 della notte del 13 ottobre, lanciato dalla centrale di Varna Traffic. Dai primi riscontri, l’imbarcazione (costruita nel 2006) fa capo a una società ucraina ed era in viaggio dal porto turco di Giresun verso la destinazione di Dzhurdzhulesh.
