Il Regno Unito deve superare l’attuale fase dei rapporti con Bruxelles e puntare a un’intesa più ambiziosa con l’Unione europea. È la posizione che il premier laburista britannico Andy Burnham si prepara a sostenere oggi alla Camera dei Comuni, secondo le anticipazioni diffuse dai media. Per il primo ministro, rinunciare a costruire legami più stretti con l’Ue equivarrebbe a “venir meno al proprio dovere”.
Burnham: “Lo status quo non è sufficiente”
Nel suo intervento, Burnham dovrebbe invitare a riconoscere le conseguenze della Brexit, sostenendo che l’uscita dall’Unione europea abbia provocato più danni che benefici. Mantenere la situazione attuale, secondo il premier, non rappresenta una soluzione adeguata per il futuro della Gran Bretagna. L’obiettivo è quindi riaprire la strada a una collaborazione più stretta con Bruxelles, superando le limitazioni degli accordi esistenti.
Un’intesa con Bruxelles contro l’immigrazione illegale
Tra i possibili vantaggi di un nuovo accordo con l’Ue, Burnham individua il contrasto all’immigrazione illegale e il sostegno alla crescita economica britannica. Il primo ministro ritiene inoltre che l’opinione pubblica si aspetti in larga maggioranza che il Paese sappia sfruttare questa opportunità. Il rafforzamento delle relazioni con Bruxelles si inserisce così nel tentativo di individuare nuove risposte alle questioni economiche e migratorie che interessano il Regno Unito.
Il vertice di novembre dopo il rinvio estivo
L’intervento del premier arriva con la ripresa dei lavori del Parlamento di Westminster, dopo la pausa legata ai congressi annuali dei diversi partiti. Sullo sfondo c’è anche il prossimo summit tra Londra e Bruxelles, previsto per novembre. L’incontro era inizialmente atteso a luglio, ma è stato rinviato in seguito alle dimissioni di Keir Starmer da primo ministro.
Con Burnham la Brexit torna al centro del dibattito politico
Durante il recente congresso del Labour, Burnham aveva già prospettato la possibilità di riaprire in futuro il confronto con l’Unione europea. La questione potrebbe essere affrontata in vista delle prossime elezioni, lasciando spazio a una revisione parziale o complessiva della scelta di lasciare il blocco comunitario, sancita dal referendum di dieci anni fa. Tra le ipotesi che il premier non ha escluso figura anche un eventuale ritorno del Regno Unito nell’Unione europea.
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