La Russia ha «chiaramente» interferito nel referendum del 2016 sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ha affermato il primo ministro Andy Burnham, sulla base dei chiarimenti ricevuti al suo arrivo a Downing Street questa estate. Durante il programma audio Rest is Politics, il premier ha raccontato di aver chiesto se vi fosse stato un coinvolgimento russo: «Ho avuto la risposta chiara che sì, c’era stato».
Burnham accusa la Russia di ingerenze sulla Brexit
Potrebbe trattarsi della prima conferma da parte di un primo ministro di ingerenze del Cremlino nel voto sulla Brexit. Nel 2020, la commissione parlamentare per l’intelligence e la sicurezza aveva rilevato che il governo non aveva valutato pienamente il possibile impatto sul referendum dei mezzi d’informazione controllati dallo Stato russo e degli account usati per provocare e manipolare le discussioni in rete.
La posizione di Burnham sui rapporti con l’Unione europea prevede la possibilità di un riavvicinamento. Alla conferenza annuale del Labour, il mese scorso, il premier aveva annunciato che avrebbe esaminato le opzioni per avvicinare il Regno Unito al blocco, suggerendo che il rientro potesse trovare posto nel prossimo programma elettorale del partito.
Le ingerenze nella politica europea
Durante una recente visita a Berlino, Burnham ha discusso dell’influenza russa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. «Ci sono certamente informazioni false e disinformazione che dalla Russia arrivano nella politica tedesca», ha dichiarato.
Il premier ha collegato la necessità di rendere pubblici questi elementi alla consapevolezza degli elettori: «Queste cose sono importanti ora, per metterle chiaramente agli atti e aiutare gli elettori in Germania e Francia a capire che parte di questa politica è istigata dai nostri nemici, cioè la Russia».
Per Burnham, il Regno Unito è stato «troppo sulla difensiva». Di conseguenza, gli elettori non sarebbero stati «informati a sufficienza sulla misura in cui alcune persone cercano di destabilizzare il processo politico dall’estero».
La sicurezza delle istituzioni
All’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il mese scorso, Burnham aveva già accusato la Russia: «Abbiamo prove che hanno cercato di interferire nelle elezioni generali del 2019. Sappiamo anche che hanno cercato di alimentare tensioni e disordini dopo eventi orribili».
Un portavoce di Downing Street non ha voluto commentare la natura delle informazioni ricevute dal primo ministro: «La sicurezza nazionale è il primo dovere di ogni governo. Ci concentriamo sul garantire che i nostri cittadini e le nostre istituzioni siano protetti dalle potenze straniere e dai loro intermediari che cercano di minacciare vite umane e minare i nostri valori democratici».
