La richiesta dell’Italia di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa ed energia dovrebbe ottenere oggi il via libera della Commissione europea, a margine dell’Eurogruppo.
L’esecutivo comunitario proporrà poi al Consiglio dell’Unione europea l’attivazione della deroga, indicata con la sigla Nec. Il provvedimento potrebbe quindi passare all’esame dell’Ecofin di novembre.
Italia deroga spese difesa energia nell’inflazione della valutazione percorsi
La premier Giorgia Meloni ha avanzato una richiesta di flessibilità sulla spesa. Il Patto di stabilità prevede già che, nella verifica del rispetto dei percorsi di spesa degli Stati membri, si tenga conto dell’impatto di un’inflazione superiore alle previsioni.
Il confronto tra i ministri riguarda anche il modo di ricondurre alle regole fiscali le misure contro il caro energia adottate da gran parte degli Stati dell’Unione europea. Un alto funzionario dell’Unione europea ha indicato ieri proprio questo nodo, parlando di «come far rientrare» tali interventi nel sistema di regole.
Dal confronto odierno, il funzionario si aspetta «che i ministri esprimano le proprie opinioni» e che anche il tema dell’inflazione «emerga». La discussione investe, nelle sue parole, la «credibilità» delle norme: «È una questione più ampia: fino a che punto vogliamo modificare il nostro quadro fiscale in risposta a ogni shock che si presenta?».
Sull’inflazione, tuttavia, il funzionario ha precisato: «Non mi aspetto ancora conclusioni operative». Prima la Commissione dovrà formarsi una posizione e i ministri dovranno pronunciarsi.
