La disposizione, nel testo già approvato dal Senato, modifica territorialmente i collegi dell’Alto Adige di Merano, Bressanone e Bolzano.
L’Aula ha poi dato il via libera all’articolo 8, che estende il diritto di voto fuori sede ai familiari che prestano assistenza. Su questa disposizione il governo non aveva posto la fiducia: i voti favorevoli sono stati 214, senza contrari. Le opposizioni si sono astenute.
Camera approva legge elettorale: scrutinio segreto e ordini del giorno
Il voto conclusivo sulla legge elettorale è previsto per giovedì 8 ottobre alle 12.30 e si svolgerà a scrutinio segreto. Le dichiarazioni di voto finale inizieranno alle 10.30.
Dopo la sessione di interrogazioni a risposta immediata, alle 16.15 è iniziato l’esame degli 41 ordini del giorno, di cui 7 presentati da Futuro Nazionale. Il programma dei lavori prevedeva di proseguire fino alle 20, con un’eventuale prosecuzione notturna.
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato e quindi sottoposti nuovamente al voto della Camera. Nella giornata precedente, dopo le dichiarazioni di voto e la chiama per appello nominale, l’articolo 1 aveva ottenuto 226 voti favorevoli. Con lo stesso procedimento era poi passato l’articolo 2, con 227 sì. Queste disposizioni riguardano le modifiche in materia di firme e preferenze per la Camera; le votazioni si erano svolte in forma palese.
Le assenze nei banchi del centrodestra erano state pochissime e giustificate. La maggioranza guarda con ottimismo al passaggio conclusivo. Anche le opposizioni mettono in conto l’approvazione della riforma, ma proseguono la battaglia in Aula e gli appelli al centrodestra perché cambi posizione. Le contestazioni sulle modalità dell’iter hanno richiamato uno «schiaffo al Parlamento», «forzature» e «mancanza di confronto».
I ricorsi e i possibili tempi della Consulta
Un’eventuale pronuncia della Corte costituzionale sui ricorsi annunciati potrebbe arrivare già a partire da febbraio. Il percorso ipotizzato richiederebbe almeno tre mesi e mezzo.
La Rete che riunisce organizzazioni, associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini sta preparando i ricorsi, che dovrebbero essere presentati in una trentina di tribunali civili italiani. Il deposito è previsto all’entrata in vigore della legge, ossia quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I firmatari chiederanno l’accertamento di una lesione del diritto di voto legata alla riforma.
I tribunali dovrebbero adottare un procedimento semplificato, nel quale il giudice potrebbe fissare l’udienza dopo 40 giorni per ascoltare le ragioni del ricorso. Dopo essersi riservato di decidere, qualora lo ritenesse necessario, potrebbe sollevare con un’ordinanza una questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta.
L’ordinanza dovrà essere notificata alle parti interessate, a partire dal presidente del Consiglio dei ministri. Entro 20 giorni dalla notifica, il presidente della Consulta potrebbe fissare l’udienza nei successivi 20 giorni.
Per Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete contro la riforma della legge elettorale, l’obiettivo «è che la pronuncia della Corte arrivi nei tempi utili» per le elezioni. I ricorsi, ha precisato, sono «in via di redazione».
