L’ex presidente catalano Carles Puigdemont può tornare oggi stesso in Spagna senza rischiare di essere arrestato, otto anni dopo la fuga in Belgio. Il giudice del Tribunale Supremo, Pablo Llarena, ha revocato il mandato d’arresto in vigore nei suoi confronti. Il provvedimento riguarda anche gli ex ministri Toni Comín e Lluís Puig.
Llarena ha recepito “d’urgenza”, come richiesto nella sentenza, la decisione della Corte Costituzionale favorevole agli ex leader indipendentisti. Secondo El Pais, la Corte ha stabilito che la Corte Suprema avrebbe dovuto applicare loro la legge di amnistia nel 2024 per il reato di appropriazione indebita di fondi pubblici: era l’unica accusa per la quale erano ancora sotto processo.
La partenza dei leader catalani per il Belgio era avvenuta dopo il referendum indipendentista unilaterale del primo ottobre 2017. Avevano lasciato la Spagna poche ore prima che la Procura della Repubblica formalizzasse le accuse di ribellione contro di loro e il resto del governo catalano.
Per il premier spagnolo Pedro Sanchez, la finalità delle misure adottate dal governo è la convivenza: “Accolgo con favore il fatto che questo aiuti la società catalana”, ha dichiarato.
Riferendosi alla legge per l’amnistia, Sanchez ha precisato: “Tutte queste misure attuate dal governo spagnolo in questa e nelle precedenti legislature non sono state prese pensando a nessun partito politico o a nessun politico indipendentista. Le abbiamo prese pensando alla convivenza dei catalani“.
