Le elezioni anticipate del 29 novembre in Spagna spingono le forze politiche a definire rapidamente alleanze e candidature. Podemos ha messo sul tavolo l’ipotesi di primarie aperte per scegliere una lista comune delle forze della sinistra alternativa, mentre dal centrodestra il leader del Partito Popolare Alberto Nunez Feijoo saluta il ritorno alle urne come l’occasione per far esprimere gli elettori.
Elezioni anticipate, Montero propone primarie aperte per la sinistra
La segretaria politica ed eurodeputata di Podemos, Irene Montero, ha proposto di organizzare il 14 e il 15 ottobre delle “primarie aperte” per arrivare a una candidatura unitaria delle forze della sinistra alternativa. L’iniziativa arriva dopo la decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez di sciogliere le Cortes e convocare elezioni anticipate per il 29 novembre. “Per costruire una candidatura che rappresenti la maggioranza sociale che vuole pace, casa e lavoro, per coloro che vogliono porre fine al business della casa, la cosa più importante è che ci mettiamo al lavoro”, ha dichiarato Montero ai cronisti a Madrid.
L’esponente di Podemos ha aggiunto che il voto dovrebbe servire a intervenire concretamente sul costo della vita. “Queste elezioni devono servire perché si possano realmente abbassare i prezzi delle case, degli alimenti, dell’energia”, ha affermato. Finora Montero non si era espressa sulla possibilità di una candidatura comune, alla quale stanno lavorando le forze confederate riunite in Sumar.
Elezioni anticipate, Feijoo: “Finalmente decideranno gli spagnoli”
Dal fronte conservatore, Alberto Nunez Feijoo ha accolto l’annuncio delle elezioni anticipate sottolineando il ritorno della decisione nelle mani degli elettori. “Finalmente la Spagna dirà quello che pensa, finalmente decideranno gli spagnoli. Tornerà a parlare la maggioranza e non soltanto pochi”, ha detto il leader del Partito Popolare commentando la convocazione delle urne.
Feijoo chiedeva da mesi le dimissioni di Sanchez e il ritorno al voto. Alle elezioni del 2023 il Pp era stato il partito più votato in Parlamento, ma il suo leader non era riuscito a formare un governo a causa dell’assenza di un numero sufficiente di sostegni parlamentari. L’appoggio di Vox, forza di estrema destra, non era bastato.
Il Pp punta alla Moncloa
Parlando ai media dalla sede nazionale del Partito Popolare, in Calle Genova a Madrid, Feijoo ha assicurato di essere consapevole della portata della sfida elettorale. “Sono cosciente della dimensione del lavoro da fare”, ha dichiarato, confermando l’intenzione di prepararsi alla corsa per la Moncloa.
Gli ultimi sondaggi citati danno il Pp in vantaggio di almeno sei punti sul Psoe, mentre Vox sarebbe in crescita. Complessivamente, secondo le rilevazioni, le forze di destra arriverebbero a oltre 190 seggi, sopra la soglia dei 175 necessaria per la maggioranza parlamentare.
Feijoo: “Ora abbiamo l’opportunità di farlo nelle urne”
In vista delle elezioni anticipate, il leader popolare ha rivendicato anche le numerose mobilitazioni organizzate durante la legislatura. “Siamo scesi in piazza molte volte in questa legislatura con l’impegno di riparare la Spagna. Ora abbiamo l’opportunità di farlo nelle urne”, ha affermato.
Feijoo ha quindi spiegato di essere motivato dal proposito di servire il Paese e di chiudere quella che considera una fase negativa della storia spagnola. “Sono mosso solo dal desiderio di servire il Paese per lasciarci alle spalle questa tappa oscura della sua storia”, ha detto. In conclusione, il leader del Pp ha rivolto un appello alla mobilitazione del proprio elettorato: “Voglio poter dire entro 54 giorni, che questo muro non esiste più”.
