L’ex principe Andrea ha deciso di contestare davanti ai giudici britannici le modalità con cui la polizia lo aveva fermato e sottoposto a una perquisizione nei mesi scorsi. Il fratello di re Carlo III ha presentato un ricorso all’Alta Corte di Londra contro la polizia della Thames Valley, impegnata nell’indagine sulle sue note frequentazioni passate con Jeffrey Epstein, il finanziere americano morto nel 2019.
Il fermo e la perquisizione nel giorno del compleanno
Al centro del ricorso c’è il fermo durato circa 24 ore subito da Andrea a febbraio, accompagnato da una perquisizione. L’intervento della polizia era avvenuto proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno, nell’ambito degli accertamenti legati ai suoi rapporti con Epstein. Gli avvocati dell’ex principe hanno presentato formalmente il ricorso, che è stato ammesso all’esame dei giudici. La questione dovrà ora essere discussa nel merito davanti all’Alta Corte di Londra.
L’ex principe Andrea resta sotto indagine
Nonostante l’iniziativa giudiziaria, l’indagine nei confronti di Andrea non si è conclusa. L’ex principe ha sempre respinto le accuse di qualsiasi illecito, mentre gli accertamenti della polizia britannica proseguono. Andrea, terzogenito della regina Elisabetta II e fratello minore di Carlo III, è stato privato di tutti i titoli reali dopo il riemergere dello scandalo legato a Epstein. In seguito è stato allontanato dalla vita pubblica e si è trasferito in una residenza privata fuori Londra.
L’ex principe non utilizza più il titolo reale e ha assunto il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, con lo status di comune cittadino.
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