La tutela del polo di raffinazione di Priolo è stata una scelta “lungimirante” per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che sabato 3 ottobre ha visitato gli stabilimenti nel Siracusano. Il ministro ha rivendicato la strategia italiana di salvaguardia degli impianti energetici strategici, alla luce delle tensioni geopolitiche e della crisi degli approvvigionamenti.
Uno dei primi interventi del suo dicastero è stato un decreto legge destinato a costruire un “cordone di sicurezza” intorno all’impianto, ha ricordato Urso. Intervenendo al dopolavoro Isab di Città Giardino, il ministro ha descritto le dimensioni del polo siciliano: “Questo stabilimento è la prima raffineria d’Italia, tra le prime in Europa”.
La tutela dell’impianto e le chiusure in Europa
La difesa della raffineria Isab viene contrapposta da Urso alle scelte compiute in altre parti del continente, dove continuavano le chiusure degli impianti. Secondo il ministro, il quadro internazionale degli ultimi anni avrebbe reso ancora più evidente l’importanza di mantenere operative le infrastrutture di raffinazione. “Oggi l’Europa comprende meglio perché”, ha affermato.
La sicurezza degli approvvigionamenti energetici è al centro del ragionamento di Urso: il ministro ha osservato che l’Europa si trova circondata da conflitti estesi “dal fronte orientale al fronte meridionale”, con conseguenze sulle tradizionali rotte di approvvigionamento del continente.
Questa situazione ha riportato nel dibattito il ruolo della capacità di raffinazione europea, dopo anni in cui la transizione energetica aveva concentrato l’attenzione soprattutto sulla progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Il controllo di Ludoil e il piano di investimenti
La visita si è svolta pochi giorni dopo il passaggio del 51% di Isab da Goi Energy a Ludoil Capital, società del gruppo italiano Ludoil Energy. L’operazione è stata perfezionata il 23 settembre, dopo il via libera nell’ambito della procedura Golden Power, e attribuisce al gruppo la guida industriale del principale polo di raffinazione italiano.
L’impianto ha una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate l’anno e una capacità bilanciata di 15 milioni. Ludoil ha annunciato 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni per ammodernare gli impianti, recuperare alcune unità dismesse e procedere alla progressiva conversione verso i biocarburanti.
Il piano prevede la continuità dell’attuale organico, circa mille persone coinvolte nei cantieri e 100 nuove assunzioni. Urso ha indicato nel controllo del gruppo italiano un’ulteriore garanzia per la raffineria, che si trova oggi “in mani ancora più sicure, perché mani italiane”.
