La protesta degli studenti in Francia è degenerata a Marsiglia, dove, secondo quanto riferito dai media locali e dall’autorità regionale, il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile del personale del Lycée Victor Hugo sarebbero stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina. La Région Provence-Alpes-Côte d’Azur ha denunciato violenti incidenti avvenuti davanti alla scuola.
Sempre a Marsiglia, davanti al Lycée Saint-Exupéry, un camion dei pompieri è stato accerchiato e successivamente incendiato durante gli scontri. Episodi di violenza sono stati segnalati anche in altre città francesi.
Preside aggredito a Marsiglia durante la protesta degli studenti
Le mobilitazioni sono iniziate circa una settimana fa e hanno coinvolto oltre 350 scuole in Francia. Per oggi, 1° ottobre, l’Union syndicale lycéenne ha lanciato un appello per un “atto due” della protesta, annunciando anche una nuova giornata di mobilitazione per il 6 ottobre.
Gli studenti, sostenuti dalle principali organizzazioni studentesche, chiedono la sostituzione degli insegnanti assenti, maggiori risorse per la scuola, il rinnovo degli edifici scolastici e condizioni di apprendimento dignitose. La protesta si è progressivamente estesa dalle scuole superiori alle università.
Arresti e feriti, oltre mille fermi in due giorni
Gli scontri hanno provocato numerosi feriti. Secondo i dati diffusi dalle autorità francesi, dall’inizio dei blocchi sono rimaste ferite 119 persone tra studenti e personale scolastico, mentre sono 83 gli agenti feriti. Nella sola giornata del 30 settembre il ministero dell’Interno ha comunicato 625 fermi, in gran parte di minorenni. Reuters riferisce di oltre mille fermi complessivi nei due giorni precedenti.
Sono state inoltre aperte tre indagini dopo il ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran, Saint-Ouen-l’Aumône e Tours. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che le forze dell’ordine sono intervenute “con grande proporzionalità”.
Scuole in fiamme e università occupate
La situazione è degenerata anche in altre città. A Nantes, secondo i media francesi, il Lycée Nelson Mandela è stato interessato da un incendio, mentre a Saint-Denis il campus dell’Université Paris VIII è stato bloccato dagli studenti. In alcune zone sono stati interrotti i trasporti pubblici e la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Di fronte all’escalation, il premier Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale di crisi al ministero dell’Interno a Parigi. Il governo dovrà affrontare le richieste degli studenti e, allo stesso tempo, la crescente preoccupazione per gli episodi di violenza che stanno accompagnando la mobilitazione.
