La Procura di Pavia ha chiuso il 28 settembre 2026 la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. L’unico indagato è Andrea Sempio, commesso di 38 anni. La madre Daniela Ferrari, intervistata dal Tg3, ha difeso il figlio: “Quello che vi posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente”.
La donna ha ribadito: “Aspettiamo come aspettiamo tutti noi, ma a noi non interessa perché mio figlio è innocente. L’unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo”. Chiara Poggi, 26 anni, fu trovata morta dal fidanzato nella villetta di famiglia nel Pavese il 13 agosto 2007.
Garlasco: Andrea Sempio e le indagini omicidio, termine difesa
Negli atti sono entrate nuove intercettazioni ambientali, non depositate con la prima conclusione delle indagini notificata l’8 maggio. Le captazioni sul commesso e sui familiari riguarderebbero anche temi già emersi nei mesi scorsi, fra cui le prime indagini del 2016-2017 a suo carico, poi archiviate.
Il materiale si aggiunge alle consulenze, alle note e alle relazioni i cui esiti sono stati riassunti dal procuratore Fabio Napoleone, oltre alle testimonianze degli ex appartenenti al Ris sulle indagini scientifiche e sul Dna dei pedali. Sempio è tornato nel registro degli indagati nel 2025, con altri accertamenti su Dna, oggetti e impronte.
I difensori hanno 20 giorni per depositare ulteriori consulenze, già in preparazione con i loro esperti. Secondo la difesa, nelle diciotto pagine del nuovo avviso l’imputazione non è cambiata rispetto al 415 bis notificato il 6 maggio. La richiesta di rinvio a giudizio è ritenuta probabile e viene preparata entro fine anno.
Il confronto sulle analisi del Dna della bicicletta
Una consulenza della difesa di Alberto Stasi, condannato per il delitto, ha esaminato i dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025. Secondo quella consulenza, due contro-analisi del 20 settembre 2007 avevano stabilito che il Dna sui pedali della bicicletta bordeaux, la prima sequestrata, non era di Chiara. Anche questi elementi sono stati inclusi nella nota del procuratore.
Il genetista Giorgio Portera, ufficiale in congedo dell’Arma ascoltato nella nuova indagine, ha precisato il proprio ruolo: “Non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris di Parma”.
La difesa di Sempio sostiene invece la stessa lettura dei consulenti della famiglia Poggi. Il genetista Marzio Capra ha affermato: “Non si tratta di dati successivi all’ottenimento del profilo genetico chiaro e inconfutabile di Chiara Poggi, ma di dati acquisiti precedentemente e poi rivalutati e studiati”.
L’ex comandante del Ris Luciano Garofano ha difeso l’operato dei collaboratori: “Credo ciecamente nell’onestà dei miei collaboratori”. Per Garofano non c’è stato “nessun complotto” e l’andamento processuale lo dimostra.
Gli altri filoni e l’istanza di revisione per Stasi
Restano aperti almeno altri due filoni principali. Il primo, trasmesso da Brescia dopo l’archiviazione dell’ex procuratore Venditti, riguarda il ruolo dei carabinieri nelle precedenti indagini su Sempio. Il secondo esamina l’operato degli investigatori del Ris nel 2007: non avrebbero depositato prove favorevoli a Stasi relative al Dna sui pedali.
Su questo punto Stasi fonda la prospettiva di una revisione del processo. “Spero si faccia piena luce nelle prove favorevoli non depositate”, ha confidato alla sua avvocata. Considera la questione un “elemento centrale” e chiede “piena luce sulle responsabilità”.
La sua legale storica, Giada Bocellari, depositerà alla Corte d’Appello di Brescia l’istanza per cancellare la condanna definitiva a 16 anni, pronunciata nel 2017, “il prima possibile”.
