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La disinformazione russa imita 163 testate (2 sono italiane) per indebolire il sostegno occidentale a Kyiv

NewsGuard ha censito 906 articoli e video falsi dall'invasione dell'Ucraina, prodotti per indebolire il sostegno militare e finanziario occidentale a Kyiv.

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hacker russi

Pixabay @dem10 - alanews

Redazione di Redazione

Le operazioni d’influenza collegate al governo di Mosca hanno fabbricato 906 articoli e servizi video falsi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, attribuendoli a 163 testate di 21 Paesi. Il censimento è delle ricercatrici e analiste Alice Lee e Madeline Roache di NewsGuard, società che monitora i media e valuta l’affidabilità delle notizie. L’obiettivo della disinformazione russa individuato è indebolire gli aiuti militari e finanziari occidentali a Kyiv, sfruttando la reputazione dei giornali e minando la fiducia nelle istituzioni democratiche.

La produzione è accelerata: i contenuti fittizi attribuiti a media rispettabili sono passati da 44 nella prima metà del 2025 a 421 nella prima metà del 2026, un aumento dell’850%. Nell’analisi di NewsGuard, questa crescita indica il valore attribuito dalle autorità russe alla disinformazione come strumento di guerra psicologica. Non misura, però, un equivalente aumento dell’influenza sul pubblico.

Le false notizie attribuite ai giornali italiani dalla disinformazione russa

Le imitazioni riproducono loghi, caratteri tipografici e grafica delle testate. In diversi casi vengono registrati indirizzi internet quasi identici agli originali, per ingannare gli utenti meno esperti; spesso compaiono dichiarazioni inventate attribuite a esperti reali.

In Italia il fenomeno resta limitato: La Repubblica conta due contenuti falsi e Il Fatto Quotidiano uno. Altre quattro falsificazioni hanno utilizzato il nome di Vatican News, portale informativo ufficiale della Città del Vaticano.

Una notizia mai pubblicata da Repubblica sosteneva che Édouard Philippe, candidato alla presidenza francese e sindaco di Le Havre, avrebbe acquistato nel 2023 una villa in Sicilia da 15 milioni di euro. Un’altra affermava falsamente che la polizia di Stato avrebbe intensificato i controlli sulle comunità ucraine in Italia a ridosso delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, per una crescente infiltrazione ucraina in gruppi terroristici.

All’estero sono state imitate anche BBC, emittente pubblica britannica, Bloomberg, Politico e CNN. La più colpita è Euronews, con 82 falsi: il canale ha sede in Francia e trasmette in tredici lingue. Seguono Libération con 39, il canale d’informazione continua BFMTV e la rivista satirica Charlie Hebdo con 35 ciascuno, la televisione pubblica France 24 con 34, Le Figaro con 31 e Le Parisien con 28. In Germania, la radiotelevisione pubblica Deutsche Welle conta 28 falsificazioni e Frankfurter Allgemeine 25.

Disinformazione russa: le tre strutture e i metodi di diffusione

Gli analisti spiegano la concentrazione sui media dell’Unione europea con il sostegno economico all’Ucraina: l’Europa ne è il principale finanziatore e ospita oltre 5 milioni di rifugiati ucraini.

La disinformazione russa descritta dall’indagine si appoggia soprattutto a tre strutture riconducibili a Mosca: Matrioska, Storm-1516 e Doppelganger. Matrioska, dal nome delle bambole russe a incastro, produce in serie brevi video propagandistici di scarsa qualità, imitando le emittenti giornalistiche e diffondendoli continuamente su X e alcuni canali Telegram.

Storm-1516 costruisce invece narrazioni più articolate e mirate: parte da un falso servizio attribuito a un giornalista o a un’organizzazione reale, poi lo distribuisce attraverso profili coordinati, fino a raggiungere decine di milioni di visualizzazioni. Doppelganger, pioniera nella clonazione dei siti delle testate occidentali, appare attualmente inattiva.

L’impersonificazione di entità straniere risale all’epoca sovietica. La diffusione dell’intelligenza artificiale ha però reso più rapida ed economica la produzione dei falsi.

Le accuse inventate e il tentativo di condizionare il voto

I contenuti vanno dalla denigrazione personale all’ingerenza politica. Tra le accuse infondate rivolte al presidente ucraino Volodymyr Zelensky figurano l’appropriazione degli aiuti di guerra e l’uso di stupefacenti. Un video fasullo con il logo della BBC sosteneva che sua moglie Olena Zelenska avesse chiesto asilo all’estero dopo la rottura del matrimonio.

Contro il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sono state diffuse calunnie infondate di pedofilia. Le falsificazioni hanno coinvolto anche aziende private come SpaceXAI e Microsoft e organizzazioni non profit come Human Rights Watch e Reporter Senza Frontiere, i cui marchi sono stati usati per inventare violazioni dei diritti umani attribuite all’Ucraina.

Un falso articolo attribuito a Euronews nel marzo 2026 presentava il leader europeista ungherese Péter Magyar come autore di un’offesa al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definito un nonno senile. Il tentativo di danneggiarlo nelle elezioni parlamentari non ha raggiunto l’obiettivo: Magyar ha preceduto alle urne l’ex leader sovranista Viktor Orbán.

La rete Pravda e il falso ripreso dall’intelligenza artificiale

La propagazione coinvolge anche gli assistenti conversazionali. La rete Pravda, composta da 280 siti filorussi, ha pubblicato nel 2025 circa 6,3 milioni di articoli, rilanciando 115 affermazioni false. Questa massa di testi invade i motori di ricerca e condiziona i sistemi di intelligenza artificiale che consultano internet per rispondere agli utenti.

Pravda ha diffuso nell’aprile 2026, in dodici lingue, un presunto articolo del settimanale francese Le Point: 20mila soldati ucraini trasferiti in Francia per cure mediche avrebbero disertato per unirsi alla criminalità organizzata. Le Point non aveva mai pubblicato quel contenuto.

I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, agenzia delle Nazioni Unite per la salute pubblica, indicavano invece 6.400 soldati e civili evacuati all’estero complessivamente dal 2022, senza casi di diserzione. Google AI Overview ha tuttavia presentato la falsità come un fatto accertato. Interpellato da NewsGuard, un portavoce di Google ha rivendicato standard elevati e riferito che le verifiche interne non avevano permesso di replicare quel risultato.

Il lavoro delle verifiche e i limiti dell’influenza osservata

Le campagne puntano anche a paralizzare chi verifica le notizie. Secondo un rapporto di Viginum, organismo governativo francese contro le ingerenze digitali straniere, Matrioska e Storm-1516 inviano migliaia di email ai giornalisti con collegamenti a falsi contenuti, chiedendo provocatoriamente di verificarli per saturarne il tempo. Anche il Centro per il contrasto alla disinformazione, l’agenzia governativa ucraina nota come CCD, monitora queste aggressioni.

Il Servizio europeo per l’azione esterna, organismo diplomatico dell’Unione europea, ha confermato in un documento che Storm-1516 riesce ormai a inserirsi nei dibattiti pubblici delle democrazie occidentali, mettendo a rischio la stabilità della Nato, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, alleanza militare difensiva occidentale.

La valutazione dell’effetto sulle opinioni resta distinta dal censimento dei falsi. Nel rapporto del 2025 Viginum ha giudicato ancora molto limitata la capacità osservata di Matrioska di orientarle, rilevando anche che alcune operazioni avevano ottenuto visibilità grazie all’attenzione dei media.

Cécile Mégie, direttrice delle strategie editoriali del gruppo pubblico France Médias Monde, che comprende France 24 e RFI, Radio France Internationale, ha espresso in una videointervista a NewsGuard preoccupazione per il sospetto generato nel pubblico e il danno alla fiducia nell’intero sistema informativo. Le testate e i giornalisti impersonati devono impiegare tempo e credibilità per difendersi da parole mai pubblicate o pronunciate.

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