Medici del Mondo ha annunciato un fondo per sostenere le persone escluse dall’interruzione volontaria di gravidanza in Italia, in occasione della Giornata internazionale per l’aborto sicuro del 28 settembre. L’iniziativa dell’organizzazione, impegnata a garantire l’accesso alla salute, è rivolta a chi decide di interrompere una gravidanza ma incontra barriere economiche o amministrative che impediscono di usufruire gratuitamente dei servizi sanitari previsti.
L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto garantito dalla legge 194 ed è inclusa nei Livelli essenziali di assistenza. Eppure, per accedere alle cure, alcune persone devono ancora superare ostacoli informativi, materiali, economici, burocratici e ideologici. Le spese da sostenere possono essere ingenti, fino a costringere la diretta interessata a scegliere se affrontarle o rinunciare alle cure.
Aborto, le spese coperte e l’accompagnamento sul territorio
Il Fondo per l’accesso all’aborto mette a disposizione risorse per coprire le spese per i trasporti e le procedure mediche. Per le persone straniere il sostegno comprende anche l’iscrizione volontaria al Servizio sanitario nazionale, così da poter usufruire di tutti i servizi di cura di una cittadina italiana.
Il fondo si inserisce inoltre in un sistema di orientamento e accompagnamento, in rete con le associazioni attive sul territorio. L’obiettivo, ha spiegato Medici del Mondo, è «di trasformare un diritto riconosciuto dalla legge in un diritto concretamente esercitabile».
«Riceviamo infatti numerose testimonianze di persone che, pur avendo diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, si sono scontrate con ostacoli burocratici, economici o linguistici», ha spiegato l’associazione.
