Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sulla scuola, che interviene su diversi aspetti della vita scolastica. Tra le misure previste figurano il tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa e niqab. Il provvedimento è stato accompagnato da un confronto politico sulle nuove regole e sulle modalità con cui affrontare le difficoltà di inserimento degli studenti.
Valditara: sanzioni fino a mille euro per i genitori
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha illustrato anche una misura riguardante i genitori degli alunni che presentano gravi difficoltà di inserimento scolastico legate alla conoscenza della lingua italiana.
Secondo il ministro, gli studi internazionali e le raccomandazioni dell’Ocse evidenziano l’importanza della partecipazione dei genitori al percorso formativo dei figli. Per questo, nei casi in cui emergano seri problemi di inserimento scolastico, la scuola dovrà segnalare la situazione ai servizi sociali, che potranno disporre per i genitori un percorso di apprendimento della lingua italiana.
In caso di mancato completamento del percorso sono previste sanzioni amministrative comprese tra 200 e 1.000 euro. La misura è quindi diversa da quella contenuta nella prima bozza del decreto, che prevedeva, in caso di mancata osservanza da parte dei genitori, anche il collocamento del minore fuori dalla famiglia, facendo riferimento all’articolo 1, comma 2, della legge 19 luglio 1991, n. 21.
Nel corso di una successiva conferenza stampa, Valditara ha poi specificato che “i bambini nati in Italia non non rientrano nel tetto del 30%”. A chi gli ha fatto notare che era circolata una bozza del decreto nella quale era previsto il collocamento del minore fuori dalla famiglia per quei genitori che non avessero seguito i corsi di italiano, il ministro ha risposto che quel testo era stato diffuso “da qualcuno dell’opposizione”.
Salvini: “Mettere ordine in una giungla educativa”
Anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato il provvedimento dopo il via libera del Cdm. Salvini ha ringraziato a nome di genitori e insegnanti, indicando tra i problemi da affrontare quello degli alunni che non parlano adeguatamente l’italiano.
Secondo il ministro, la difficoltà riguarda sia gli studenti sia gli insegnanti e si inserisce in un processo educativo particolarmente complesso. Salvini ha definito quindi “fondamentale” l’obiettivo di “mettere ordine in una giungla” educativa.
Schlein attacca il governo sul decreto
Di segno opposto la reazione della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che ha definito il provvedimento “vergognoso” e lo ha accusato di trasformare i bambini stranieri nel bersaglio di una nuova “caccia alle streghe”.
Schlein ha sostenuto che le famiglie italiane siano alle prese con problemi come le condizioni degli edifici scolastici, ricordando i 68 crolli e gli 80mila infortuni indicati per l’ultimo anno, oltre alla spesa superiore ai 500 euro per i libri di testo. La segretaria del Pd ha inoltre criticato i livelli degli stipendi degli insegnanti italiani, definiti tra i più bassi d’Europa. “Questo decreto prova a nascondere dietro una nuova bandiera ideologica l’incapacità del governo di dare risposte ai problemi concreti della scuola pubblica. La scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione”, ha concluso Schlein.
Diesel Euro 5, evitato il blocco nel Bacino Padano
Il Cdm ha approvato anche un secondo decreto legge che interviene sulla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano, evitando il blocco previsto per questi mezzi. La decisione è stata comunicata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha riportato la soddisfazione di Salvini.
Il ministro ha parlato di un intervento destinato a tutelare la mobilità di cittadini e imprese, sostenendo che un blocco generalizzato avrebbe avuto conseguenze significative sia sugli spostamenti sia sulle attività economiche. Secondo i dati citati dal Mit, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600mila veicoli commerciali diesel Euro 5. Nel solo Bacino Padano sono presenti oltre 1,2 milioni di autoveicoli e 200mila veicoli commerciali di questa categoria.
Salvini: “Il blocco dei diesel Euro 5 non è green”
Salvini ha definito non “green”, ma addirittura “black”, la normativa europea che avrebbe portato al blocco dei veicoli diesel Euro 5. Il ministro ha spiegato che, sulla base di un regolamento europeo risalente a vent’anni fa, centinaia di migliaia di persone avrebbero rischiato di non poter utilizzare il proprio mezzo.
Nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm, Salvini ha parlato di circa 4 milioni di veicoli diesel Euro 5 in Italia, di cui 1,5 milioni nel Bacino Padano. Il decreto, ha spiegato, prevede una proroga di almeno un anno del blocco di questi veicoli.
L’obiettivo dichiarato dal ministro è utilizzare questo periodo per individuare misure di mitigazione ambientale. Salvini ha inoltre sostenuto che, in una fase di difficoltà economica, imporre ai lavoratori di rimanere a casa per l’impossibilità di utilizzare il proprio mezzo non avrebbe rappresentato una soluzione.
Più poteri al Procuratore nazionale antimafia sui minori
Un ulteriore decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri riguarda invece la giustizia e introduce una novità sui procedimenti a carico di minorenni. Il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo potrà infatti esercitare i propri poteri anche nell’ambito dei procedimenti relativi a reati commessi da minori.
Il testo stabilisce che, in questi casi, le funzioni del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo siano esercitate nei confronti del procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.
La misura viene motivata nel decreto con la necessità e l’urgenza di confermare ed esplicitare i poteri della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo anche in questo settore, alla luce della crescente rilevanza del coinvolgimento di minorenni in fenomeni di criminalità grave.
