Le denunce di infortunio sul lavoro hanno raggiunto quota 600mila nel 2025, in aumento dell’1,2%, secondo la Relazione annuale dell’Inail presentata oggi. Il totale comprende 519mila denunce relative ai lavoratori, con una crescita dello 0,8% rispetto al 2024, e 81mila relative agli studenti, in aumento del 3,4%. L’incremento degli infortuni denunciati si accompagna a una diminuzione dei casi mortali.
I decessi denunciati all’Inail sono stati complessivamente 1.198, contro i 1.239 del 2024: la riduzione è del 3,3%. Tra i lavoratori si contano 1.189 vittime, 37 in meno, con una flessione del 3,02%. Tra gli studenti i casi mortali sono stati nove, quattro in meno rispetto all’anno precedente, pari a una diminuzione del 30,77%.
I settori più colpiti e l’età dei lavoratori secondo Inail
Le denunce per infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa sono state 414.917, in aumento dello 0,5%. La gestione Industria e servizi ne raccoglie l’89,7%, l’Agricoltura il 5,8% e il conto Stato il 4,5%. Il risultato complessivo combina gli aumenti dell’Industria e servizi, pari allo 0,6%, e del conto Stato, dello 0,9%, con la contrazione del 2,1% in Agricoltura.
Per i decessi avvenuti in occasione di lavoro, la diminuzione nazionale è di 38 casi, pari al 4,1%, ed è interamente riconducibile all’Industria e servizi, che registra 43 vittime in meno rispetto al 2024. Questa gestione concentra l’85,2% delle denunce mortali, seguita dall’Agricoltura con il 13,5% e dal conto Stato con l’1,3%.
Le Costruzioni contano 175 denunce mortali, 19 in meno rispetto al 2024. Seguono il Comparto manifatturiero con 129, otto in più, e il Trasporto e magazzinaggio con 126, in diminuzione di 20 casi.
Le lavoratrici rappresentano il 32,1% degli infortuni in occasione di lavoro e il 6,1% dei decessi, circa un caso su 16. Per età, il 35,5% delle denunce riguarda i lavoratori tra 50 e 64 anni, il 30,7% quelli sotto i 35 e il 30,6% la fascia 35-49. La quota degli oltre 64 anni raggiunge il 3,2%, dal 2,9% del 2024 e dal 2,4% del 2021. Tra le vittime, due su tre hanno più di 50 anni.
Gli incidenti nel tragitto e i tassi rispetto agli occupati
Gli infortuni nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro sono aumentati più di quelli avvenuti durante l’attività. Le denunce per questi incidenti, definiti in itinere, sono state 104.417, in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente. Il totale supera anche i 103.492 casi registrati nel 2019.
Per gli incidenti mortali lungo il percorso tra casa e lavoro, invece, il dato è sostanzialmente stabile: i decessi sono passati da 298 a 299. Il numero resta inferiore a quello del 2019, quando le vittime erano state 335.
Il rapporto tra gli infortuni avvenuti nello svolgimento dell’attività lavorativa e il numero degli occupati Istat mostra una diminuzione. Nel 2025 sono stati registrati 1.720,4 incidenti ogni 100mila occupati: lo 0,3% in meno sull’anno e il 13,4% in meno rispetto al valore del 2019, pari a 1.986,7.
Anche l’incidenza dei casi mortali si riduce, attestandosi a 3,69 decessi ogni 100mila occupati. Il calo è del 4,9% rispetto al 2024, quando il valore era 3,88, e del 5,4% rispetto al 3,90 del 2019.
Le malattie professionali sul lavoro al massimo degli ultimi 26 anni
Le denunce per malattie professionali sono state 98.312 nel 2025, contro le 88.338 del 2024, con un aumento dell’11,3%. È il dato più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000.
L’Inail attribuisce un ruolo nell’aumento costante delle denunce all’azione dei patronati e dei medici certificatori. Questa crescita, spiega l’Istituto, «non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l’emersione del sommerso».
Il conteggio riguarda le singole patologie, non il numero delle persone ammalate. I lavoratori interessati sono stati 63.136, in aumento dell’8,8% rispetto al 2024, con una media di 1,6 denunce per ciascuno. La differenza tra il totale delle pratiche e quello dei soggetti deriva dalle cosiddette denunce «plurime», particolarmente frequenti per le patologie muscolo-scheletriche.
Queste ultime raggiungono 70mila casi e rappresentano ormai tre denunce su quattro. Una sola segnalazione da parte di un lavoratore può infatti dare origine a più pratiche: ciascuna serve a tracciare una delle patologie riscontrate. Il numero delle denunce non coincide quindi con quello dei lavoratori ammalati, perché per la stessa persona possono essere registrate diverse malattie professionali.
La richiesta di Inail di ampliare le tutele dei lavoratori
L’estensione delle tutele sul lavoro Inail a nuove platee è la richiesta del presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, intervenuto alla presentazione del Rapporto annuale dell’Istituto: «Occorre abolire il criterio selettivo che conforma il Testo unico, allo scopo di estendere, secondo un tendenziale principio di universalità, le tutele Inail a nuove platee di lavoratrici e lavoratori».
Per il presidente «resta centrale, inoltre, il tema dell’adeguamento delle prestazioni economiche garantite a infortunati, tecnopatici e superstiti». Le proposte riguardano gli indennizzi e le prestazioni per chi subisce un danno sul lavoro.
«Sono state avanzate — ha spiegato D’Ascenzo — numerose proposte riguardanti, tra l’altro, l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico, l’abbassamento della franchigia, l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, solo per citare alcuni esempi. Al riguardo si intende intensificare l’impegno dell’Ente affinché dette proposte possano trovare il più tempestivo e compiuto accoglimento».
Il sostegno agli strumenti di gestione della salute e sicurezza sul lavoro proseguirà alla luce dei risultati nella riduzione degli infortuni. L’Istituto, ha spiegato D’Ascenzo, «continuerà l’impegno per sostenere la redazione delle norme gestionali, creare strumenti applicativi e linee di indirizzo di settore, collaborare nella predisposizione delle regole di accreditamento e certificazione, sostenere economicamente le aziende che decidono di dotarsi di questi strumenti di gestione aziendale della salute e sicurezza sul lavoro».
