alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Studenti stranieri fuori dalle aule, una proposta che torna spesso in campagna elettorale

E che riguarda una minoranza delle classi: solo il 7,6% supera la soglia del 30% di alunni con cittadinanza non italiana

Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Studenti stranieri fuori dalle aule, quante volte è stata proposta una riforma simile in campagna elettorale (e perchè)

Giorgia Meloni alla Festa della Gioventù Nazionale | Via X

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

“Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza”. Lo ha detto Giorgia Meloni domenica 20 settembre dal palco di Fenix, la festa dell’organizzione giovanile di Fratelli d’Italia chiamata Gioventù Nazionale. La premier ha annunciato che “sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe”. Nello stesso discorso ha annunciato anche l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli studenti stranieri con “gravi problemi di inserimento scolastico” e il divieto di burqa e niqab negli istituti.

Limitare il numero di studenti stranieri nelle classi italiane, però, non è una proposta nuova. Giorgia Meloni è solo l’ultima di una serie di esponenti politici che, soprattutto nei periodi che precedono il voto, hanno riportato il tema al centro del dibattito. Con formule diverse, l’idea attraversa quasi vent’anni di discussioni nel centrodestra: dalle “classi ponte” proposte dalla Lega, al tetto del 30% introdotto ai tempi di Mariastella Gelmini, fino al limite del 20% rilanciato da Matteo Salvini durante la campagna per le Europee del 2024.

Studenti stranieri, le “classi ponte” della Lega nel 2008

Il primo grande precedente risale al 2008. Roberto Cota, allora capogruppo della Lega Nord alla Camera, presentò una mozione che chiedeva di modificare il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola. L’idea era sottoporli a test di ingresso e istituire delle “classi ponte” per quelli che non avessero superato le prove, in modo da far frequentare loro corsi di italiano prima dell’inserimento nelle classi ordinarie. La proposta chiedeva anche una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata alla popolazione scolastica e di non consentirne l’ingresso nelle classi ordinarie dopo il 31 dicembre.

La mozione fu approvata dalla Camera nell’ottobre dello stesso anno, con 256 voti favorevoli e 246 contrari. Il nome venne ammorbidito in “classi di inserimento”, ma l’impostazione rimase: separare temporaneamente gli studenti che non conoscevano sufficientemente l’italiano prima dell’ingresso nelle classi comuni. In parallelo al Senato venne presentato anche un disegno di legge per istituire formalmente le classi ponte. Il provvedimento, però, non arrivò nemmeno all’esame della commissione e rimase fermo fino alla fine della legislatura.

Le “classi ponte” immaginate da Cota, quindi, non furono mai applicate nella forma annunciata nel 2008. Ma la questione non scomparve: cambiò forma. Nel gennaio 2009 il ministero tornò a chiedere alle scuole e agli enti locali di evitare concentrazioni eccessive di studenti stranieri attraverso una distribuzione più equilibrata delle iscrizioni. Ad aprile una risoluzione presentata da Fabio Rampelli, allora nel Popolo della Libertà, fece un passo ulteriore proponendo esplicitamente una quota massima del 30% di alunni stranieri.

Studenti stranieri, nel 2010 arriva il 30% alla vigilia delle Regionali

L’8 gennaio 2010, invece, l’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini annunciò una nuova regola: dall’anno scolastico successivo gli studenti con cittadinanza non italiana avrebbero dovuto rappresentare, “di norma”, non più del 30% di ciascuna classe.

La misura, però, non diventò una legge. Fu inserita in una circolare ministeriale, che lasciava margini molto ampi di deroga: il tetto poteva essere superato quando gli studenti stranieri possedevano già adeguate competenze linguistiche, situazione frequente tra quelli nati in Italia, oppure ridotto quando la conoscenza dell’italiano era insufficiente. Gli Uffici scolastici regionali potevano adattarlo alle condizioni del territorio.

Anche la tempistica è significativa. La circolare arrivò l’8 gennaio; il 28 e 29 marzo 2010 l’Italia votò per le elezioni regionali in tredici regioni. In Piemonte il candidato del centrodestra era proprio Roberto Cota, l’uomo che due anni prima aveva promosso le classi ponte.

Questo non dimostra che la circolare fosse stata approvata esclusivamente per ragioni elettorali, ma già allora la questione aveva una forte dimensione politica, soprattutto nelle regioni settentrionali dove la Lega raccoglieva una parte rilevante del proprio consenso. Nel 2010, delle 490 scuole che superavano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana, la maggior parte era concentrata al Nord.

Il limite, però, si scontrò quasi immediatamente con la realtà. A settembre numerosi istituti avevano ottenuto deroghe perché, semplicemente, in alcuni quartieri rispettare quella percentuale era impossibile.

Nel 2024 Salvini rispolvera il tetto prima delle Europee

Quattordici anni dopo, la stessa discussione tornò quasi identica. Questa volta il numero scelto fu persino più basso: 20%. Il 27 marzo 2024, ospite di Porta a Porta, Matteo Salvini propose di limitare a un quinto gli studenti stranieri presenti in ogni classe: “Se hai tanti bambini che parlano lingue diverse e non parlano l’italiano è un caos”, disse. Il giorno successivo Giuseppe Valditara intervenne a sua volta sostenendo che nelle classi “la maggioranza degli alunni deve essere di italiani”.

A far riesplodere il tema era stato il caso di Pioltello, dove l’istituto Iqbal Masih aveva deciso di sospendere le lezioni il giorno della fine del Ramadan, prevedendo che gran parte degli studenti sarebbe stata assente. La vicenda locale diventò nel giro di pochi giorni un caso politico nazionale sul rapporto tra Islam, immigrazione e scuola. Anche questa volta mancavano poche settimane a un appuntamento elettorale importante. Le elezioni europee si svolsero l’8 e il 9 giugno 2024, poco più di due mesi dopo le dichiarazioni di Salvini.

Studenti stranieri, nel 2026 il limite torna mentre Vannacci incalza il governo

Nel 2026 il tema è riemerso ancora; questa volta, però, il governo voleva compiere un passaggio che non era mai stato fatto: trasformare la vecchia indicazione amministrativa in una legge. L’11 settembre 2026 Valditara ha detto che il tetto del 30% previsto dalla circolare è rimasto sostanzialmente inattuato e che il governo intende intervenire legislativamente. Tre giorni dopo Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, ha utilizzato quasi la stessa formula: “Serve una norma, non una circolare”

Il 20 settembre Meloni ha quindi annunciato personalmente il provvedimento. Lo ha fatto nello stesso fine settimana in cui Vannacci riuniva Futuro Nazionale a Orvieto e la Lega celebrava Pontida. ANSA ha descritto l’annuncio anche come un rilancio della competizione a destra sui temi identitari; LaPresse lo ha inserito nella “lunga rincorsa” verso le prossime elezioni politiche.

Cosa prevedrebbe concretamente il tetto agli studenti stranieri

L’immagine di una scuola italiana in cui gli studenti stranieri stanno diventando maggioranza restituisce solo una parte molto circoscritta della realtà. In Italia gli alunni con cittadinanza non italiana sono 931.323, l’11,6% degli oltre 8 milioni di studenti. La definizione stessa di “stranieri” può essere fuorviante: quasi due terzi sono nati in Italia. Sono più di 607mila bambini e ragazzi che non hanno la cittadinanza italiana, ma che possono essere cresciuti qui, aver frequentato qui l’asilo e parlare italiano come prima lingua. Gli studenti nati all’estero sono invece circa 323mila.

Le concentrazioni molto elevate esistono, ma sono soprattutto un fenomeno territoriale. Più di un quarto degli studenti con cittadinanza non italiana si trova in Lombardia e quasi il 40% vive nel Nord-Ovest; Milano è la provincia con il numero più alto, oltre 83mila. In alcuni quartieri di Milano, Roma o Mestre la composizione delle classi può quindi essere completamente diversa dalla media nazionale. Ma, secondo i dati riportati da Repubblica, sono circa mille su 300mila le classi italiane in cui gli studenti di prima generazione superano il 20%.

L’applicazione rigida di un tetto diventerebbe molto complessa: se una scuola si trova in un quartiere in cui la maggioranza dei bambini appartiene a famiglie di origine straniera, rispettare una percentuale fissata per legge significherebbe necessariamente impedire ad alcuni di frequentare la scuola più vicina e distribuirli in altri istituti, anche al di fuori del proprio quartiere. A Mestre, per esempio, in una scuola dell’infanzia dell’istituto Giulio Cesare 100 bambini su 102 hanno origini straniere. Un limite del 30% non potrebbe essere rispettato semplicemente formando le classi in maniera diversa: bisognerebbe trovare altre scuole per decine di bambini, allontanandoli dalla propria scuola di prossimità.

 

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    Zuppi replica a Meloni: “La scuola deve essere inclusiva”
  • articolo 2 di 4
    Schlein attacca Meloni: “Ponga fine ai suoi fallimenti e dica quando si vota”
  • articolo 3 di 4
    La promessa di Meloni a Fenix: “In arrivo una norma per limitare il numero di studenti stranieri nelle classi”
  • articolo 4 di 4
    Meloni scherza a Fenix: “Il mio intervento come l’interrogazione di matematica”
fine elenco

Articoli recenti

  • A Los Angeles la casa di Willy, il principe di Bel-Air, in vendita a 22,95 milioni di dollari
  • Begoña Gómez a processo, la moglie di Sánchez accusata di traffico di influenze e malversazione
  • Alunni stranieri a scuola, il problema linguistico riguarda solo lo 0,6% delle classi
  • Tajani si scusa dopo le polemiche: “Non ho mai voluto offendere le donne”
  • Si tuffano nel lago di Como: giovane salvato dal padre, disperso l’amico
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Codice Etico alanews su utilizzo AI
  • Come funziona alanews Checked
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming