Due Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana sono decollati nel tardo pomeriggio da Šiauliai, in Lituania, dopo la violazione dello spazio aereo da parte di due jet militari russi, secondo l’ANSA. Il decollo su allarme dei caccia italiani è avvenuto nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza.
I velivoli appartengono alla Task Force Air ‘Baltic Thunder III’. Il coordinamento dell’operazione è stato assicurato dal Combined Air Operarion Centre della Nato a Uedem, in Germania.
Meloni invita a non reagire alle provocazioni russe nei caccia italiani Lituania
Le provocazioni russe sono state oggetto di una domanda rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Oslo, dopo l’incontro con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. Nella risposta, la presidente del Consiglio ha collegato le iniziative di Mosca all’andamento della guerra e agli obiettivi di Putin.
«Penso che non sfugga a nessuno il moltiplicarsi delle provocazioni della Russia, nelle ultime settimane ne abbiamo viste diverse. Bisogna chiedersi perché. Le provocazioni da parte di Mosca si stanno moltiplicando perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra che non sta andando come Putin aveva promesso», ha affermato Meloni.
La presidente del Consiglio ha quindi indicato il criterio per la risposta europea: «Dobbiamo chiederci a chi conviene un’escalation e agire di conseguenza, non bisogna reagire alle provocazioni, andrebbe più a vantaggio della Russia che dell’Europa».
La possibile tregua energetica e l’attacco nel Mar Nero
Un cessate il fuoco nel settore energetico e nel Mar Nero potrebbe essere uno dei risultati dell’incontro tra il presidente Zelensky e il presidente Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. È la possibilità prospettata dal ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
«Ci stiamo preparando per l’incontro tra il presidente Zelensky e il presidente Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e credo che uno dei principali risultati di questo incontro potrebbe essere il raggiungimento di un cessate il fuoco», ha dichiarato il ministro, riferendosi a entrambi gli ambiti. Sybiha ha ribadito che l’Ucraina è pronta a una tregua energetica, ma che la Russia finora non ha mostrato interesse all’iniziativa.
Un drone russo ha attaccato una nave civile battente bandiera tanzaniana diretta verso uno dei porti ucraini: il capitano è rimasto ucciso e altri tre membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. La denuncia arriva dal ministero dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, citato da Ukrainska Pravda.
Il ministero ha accusato la Russia di attaccare sistematicamente i porti ucraini, le infrastrutture portuali e le navi mercantili civili, creando una minaccia per la navigazione internazionale.
I feriti a Kiev e la raffineria danneggiata a Yaroslavl
I raid notturni a Kiev hanno provocato diciotto feriti, tra cui 2 bambini, secondo le istituzioni locali. Sono stati colpiti edifici residenziali, istituti scolastici, edifici amministrativi, uffici, distributori di benzina, magazzini, automobili e la ferrovia.
L’amministrazione militare di Kiev aveva diramato un «allarme rosso» e invitato la popolazione a raggiungere i rifugi a causa di una «minaccia di attacchi missilistici».
Un impianto di raffinazione del petrolio è stato danneggiato durante un attacco di droni nella regione di Yaroslavl, nella Russia centrale. Il governatore Mikhail Yevrayev ha dichiarato: «Oggi è stato respinto un massiccio attacco di droni nemici. Sono stati abbattuti 65 droni. Non si registrano vittime né feriti».
Il governatore ha riferito anche dell’intervento nello stabilimento: «Una raffineria di petrolio è rimasta danneggiata. Sono in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio».
La caduta di frammenti di droni ha inoltre mandato in frantumi le finestre di diversi condomini e danneggiato alcune automobili. Nella regione non è al momento in vigore alcun allarme droni.
