Dopo l’esclusione di Macklemore dalle date statunitensi del Loop Tour per aver urlato dal palco “Palestina libera” indossando una kefiah, Ed Sheeran ha voluto spiegare ai fan di aver fatto il possibile per trovare una soluzione e che la decisione non era stata presa da lui personalmente. Ma una parte consistente del suo pubblico gli ha contestato il modo in cui è stata gestita la vicenda: in appena 24 ore ha perso quasi 150mila follower su Instagram, mentre una radio irlandese ha deciso di eliminare, almeno temporaneamente, tutte le sue canzoni dalla programmazione.
A rendere ancora più evidente la frattura è il confronto con Macklemore: nello stesso intervallo in cui Sheeran perdeva follower, il rapper statunitense ne guadagnava oltre 750mila. Un travaso simbolico che mostra come la polemica nata sul palco attorno al sostegno alla Palestina si sia ormai trasformata in una contestazione più ampia nei confronti del cantante britannico e delle decisioni prese dall’industria musicale.
Ed Sheeran, la protesta dei fan dopo l’esclusione di Macklemore
Tutto è iniziato durante due concerti al MetLife Stadium, in New Jersey, dove Macklemore, tra gli artisti incaricati di aprire gli show di Sheeran, aveva espresso dal palco il proprio sostegno alla popolazione palestinese. “Il mio messaggio è di pace, amore e dignità per tutti gli esseri umani”, aveva detto prima di scandire, tra gli altri, lo slogan “Free Palestine”.
Nei giorni successivi alcuni proprietari degli stadi che avrebbero dovuto ospitare il tour hanno comunicato al promoter Messina Touring Group che non avrebbero accettato Macklemore sul palco. Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium e dei New England Patriots, ha confermato di non voler ospitare il rapper, motivando la decisione con quelle che ha definito sue precedenti espressioni e immagini antisemite. Macklemore ha invece sostenuto che Kraft avrebbe esercitato pressioni anche su altri proprietari di stadi.
Ed Sheeran: “Non utilizzo i miei concerti per fare politica”. La replica degli artisti
Sheeran ha provato a prendere le distanze dalla decisione. In un lungo messaggio pubblicato su Instagram ha sostenuto che l’esclusione “non è stata una mia decisione” e di aver trascorso giorni cercando una soluzione. “Ho provato a costruire ponti”, ha scritto, affermando anche di scegliere consapevolmente di non utilizzare i propri concerti come una piattaforma politica.
Dopo queste affermazioni, Finneas, fratello e produttore discografico di Billie Eilish, Aaron Rowe, Beoga e Lukas Graham hanno rinunciato alle successive date del tour in solidarietà con Macklemore. “Gli artisti non devono essere messi a tacere quando parlano per gli oppressi”, ha scritto Finneas sui social.
Ed Sheeran sparisce dalla programmazione di una radio irlandese
Il 17 settembre è arrivata un’altra conseguenza. Classic Hits Radio, emittente irlandese, ha annunciato che non trasmetterà più le canzoni di Sheeran “per il prossimo futuro”. La scelta, ha spiegato la radio, è arrivata dopo numerosi messaggi di protesta da parte degli ascoltatori e dopo il ritiro dal tour degli irlandesi Aaron Rowe e Beoga.
“Non si tratta di un giudizio personale su Ed Sheeran”, ha precisato il direttore dei programmi Dave Kelly. La decisione resterà sotto revisione e potrà quindi essere modificata in base agli sviluppi della vicenda.
Nel frattempo Macklemore ha annunciato che devolverà un milione di dollari, pari ai guadagni netti ottenuti dal tour, a organizzazioni impegnate nell’assistenza ai palestinesi. Ha inoltre invitato Kraft a fare altrettanto. Il proprietario del Gillette Stadium ha risposto sostenendo che, prima ancora dell’appello del rapper, Sheeran gli aveva chiesto di contribuire con due milioni di dollari agli aiuti umanitari nella regione. Una vicenda nata sul palco e diventata, nel giro di pochi giorni, una delle polemiche più ampie della carriera del cantante britannico.
