L’Ucraina ha compiuto un nuovo passo nello sviluppo di sistemi destinati a contrastare i droni russi a reazione. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky, riferendo che un nuovo intercettore è stato testato con successo e ha colpito un drone Shahed, anche se il sistema necessita ancora di ulteriori perfezionamenti.
Colpito un drone Shahed
Zelensky ha spiegato su X che il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Mykhailo Drapatyi, gli ha riferito dei progressi compiuti dai produttori ucraini. Nel corso del test, il nuovo intercettore destinato a contrastare i droni russi a reazione è riuscito a colpire un Shahed.
Il presidente ha precisato tuttavia che alcuni aspetti relativi al controllo dell’intercettore devono ancora essere migliorati. Lo sviluppo del sistema proseguirà quindi e, secondo Zelensky, sarà necessario ancora del tempo prima di completare il lavoro.
Zelensky: “Kiev è pronta alla de-escalation”
Nel suo intervento, il presidente ucraino ha affrontato anche il tema della possibile riduzione delle tensioni con la Russia. Zelensky ha ribadito che Kiev è disponibile ad adottare misure di de-escalation, ma ha posto una condizione legata al comportamento di Mosca.
Secondo il presidente, infatti, i partner dell’Ucraina dovranno assicurarsi che la Russia rispetti in modo affidabile e duraturo le eventuali misure di de-escalation relative alle infrastrutture critiche ucraine e che agisca in buona fede nell’attuazione degli impegni.
Zelensky: “La Russia ha preso di mira due volte il mio aereo”
In un’intervista rilasciata a Cbs News, Zelensky ha poi sostenuto che la Russia abbia preso di mira per due volte, nelle ultime settimane, l’aereo sul quale viaggiava. Il presidente ucraino ha ricostruito due episodi avvenuti mentre la sua delegazione transitava attraverso la Moldavia.
“Il mio jet si trovava in Moldavia, ed è per questo che hanno attaccato la Moldavia. Quando siamo tornati a casa, passando di nuovo per Chișinau, hanno fatto la stessa cosa”, ha raccontato Zelensky. Il presidente ha aggiunto che, durante il viaggio di ritorno in Ucraina, avvenuto un paio di giorni dopo, uno o due droni erano entrati nello spazio aereo moldavo. Si tratta di un episodio che, ha sottolineato, non era stato segnalato in precedenza.
I precedenti e l’ipotesi di una strategia russa
Dopo il primo episodio, funzionari ucraini avevano fatto sapere che la delegazione presidenziale era al sicuro e che non era allora possibile stabilire se l’accaduto fosse intenzionale. Secondo Zelensky, invece, l’episodio faceva parte di una strategia russa volta a intimidire lui e altri leader stranieri.
Il presidente ucraino ha poi richiamato quanto accaduto domenica, quando un drone russo ha colpito un treno passeggeri nei pressi del confine polacco, poco dopo il passaggio di un altro convoglio con a bordo ospiti stranieri di alto profilo in visita in Ucraina. Tra loro, secondo Zelensky, c’erano funzionari europei e l’ex direttore della Cia David Petraeus.
“Forse non sapevano che a bordo c’erano gli americani o forse, al contrario, lo sapevano, perché non mi fido di loro. Penso che lo sapessero. Ecco perché hanno attaccato: su quel treno c’erano europei, americani, una grande delegazione”, ha concluso il presidente ucraino.
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