Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha annunciato oggi ad Andora, in provincia di Savona, la preparazione di un decreto legge che prevede il cambio di denominazione degli istituti tecnici e professionali in licei. Il ministro ha partecipato con il governatore Marco Bucci all’inaugurazione del nuovo Istituto tecnico economico a indirizzo turistico. «Stiamo preparando un decreto legge dove ci sarà anche il cambiamento di nome», ha spiegato Valditara, precisando che la scelta non comporterà una formazione di tipo liceale. Il riconoscimento riguarderà invece la qualità dei percorsi, che il ministro considera pari a quella del sistema liceale anche grazie alle riforme in corso.
ITIS, Professionale e Liceo: da denominazione dei percorsi
Per gli istituti tecnici e professionali, il cambiamento annunciato riguarda dunque il nome che diverrà “liceo”. Valditara ha contestato una distinzione che, a suo giudizio, può suggerire una gerarchia tra gli indirizzi: «Non ha più senso distinguere fra percorsi, è offensivo verso le tante intelligenze coinvolte, che hanno tutte pari dignità in questi percorsi». Il ministro ritiene non più giustificabile una denominazione che, contrapponendo il liceo all’istituto, sembri alludere a un percorso secondario. La pari dignità della formazione è la motivazione indicata per l’intervento previsto nel decreto in preparazione.
Nell’intervento ad Andora, Valditara ha affrontato anche l’assegnazione dei compiti e il calendario delle verifiche. «Ribadiremo con maggiore forza la circolare che già avevamo inviato lo scorso anno», ha dichiarato. Il richiamo riguarda l’attenzione alle esigenze dei giovani all’interno di una collaborazione più stretta fra scuola e famiglia: «No ai compiti dati sul registro elettronico alle otto di sera per l’indomani».
Le consegne, ha ribadito, devono essere dettate al termine delle lezioni perché gli studenti possano annotarle sul diario cartaceo. Alla richiesta sui compiti si accompagna l’invito a non concentrare le prove nello stesso giorno. L’obiettivo indicato dal ministro è consentire agli alunni di affrontare i compiti in classe con maggiore serenità e serietà. Agli studenti ha inoltre rivolto un messaggio sul credere in se stessi e nelle proprie capacità, richiamando l’impegno e il rispetto verso gli altri e verso se stessi: «Quest’anno sarà un anno dedicato proprio alla cultura del rispetto».
Il rispetto e il merito nel messaggio per il nuovo anno
La stessa educazione al rispetto apre il messaggio di buon inizio anno scolastico che Valditara ha rivolto a ragazze e ragazzi, docenti, dirigenti, personale scolastico e famiglie. Il ministro ha scelto una parola definita semplice ma fondamentale, declinandola nel rispetto degli altri, di se stessi, delle differenze e della dignità di ogni persona.
Nel messaggio, la scuola è descritta non soltanto come il luogo in cui acquisire conoscenze e competenze, ma anche come lo spazio in cui imparare a vivere insieme, confrontarsi e ascoltare, riconoscendo nell’altro lo stesso valore e gli stessi diritti. Per Valditara, da qui deve partire la costruzione di una società capace di sradicare il bullismo, la violenza contro le donne, la discriminazione, l’odio e ogni forma di sopraffazione.
Il ministro ha collegato questi obiettivi alle nuove Linee guida per l’Educazione civica e alle nuove Indicazioni nazionali. Ha sottolineato che, per la prima volta, l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette e responsabili, all’empatia e al contrasto di ogni violenza e discriminazione è diventata un obiettivo esplicito e obbligatorio del percorso educativo. «Non è un principio astratto è la base di una civiltà», ha affermato.
L’altro principio richiamato è l’impegno, legato a una scuola del merito che valorizzi i talenti di ciascuno chiedendo a tutti di dare il meglio. Una scuola che istruisca ed educhi, non lasci indietro nessuno, insegni la libertà insieme alla responsabilità e metta al centro la persona: «Questa è la scuola costituzionale», ha dichiarato.
L’augurio per il nuovo anno scolastico si conclude con l’invito agli studenti a studiare, essere curiosi, confrontarsi, imparare gli uni dagli altri e rispettarsi, perché anche dai banchi comincia la costruzione della società in cui vivere. Valditara ha esteso gli auguri alle famiglie e a tutto il personale, chiudendo con «E viva la scuola!».
