Assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini della Striscia di Gaza per richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla tragedia che continua a consumarsi nella Striscia. È la proposta lanciata dal filosofo Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia all’Università Federico II di Napoli, rilanciata oggi a Napoli nel corso di un incontro all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da “Imbavagliati – Festival Internazionale di Giornalismo Civile” e da Articolo21, in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, ha affrontato anche la condizione delle donne afghane e la progressiva cancellazione dei loro diritti fondamentali sotto il regime talebano, definita come una forma di “apartheid di genere”. La proposta del Nobel ai bambini di Gaza, consegnata quest’estate da Mazzarella al quotidiano “Avvenire”, nasce come una provocazione per “risvegliare le coscienze politiche” di fronte alla tragedia della popolazione palestinese. Alla petizione, alla quale è possibile aderire attraverso l’indirizzo petizione.gaza@avvenire.it, hanno già aderito, tra gli altri, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Pier Luigi Bersani, Massimo Cacciari, Luigi Manconi, Stefano Zamagni, Livia Turco, Andrea Orlando, Sandro Ruotolo, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Matteo Ricci. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche l’artista Marisa Laurito, presidente onoraria dell’associazione Fermatevi!, che ha sottolineato il peso umano delle guerre e delle vittime civili. “Non mi sveglio più felice la mattina per tutti quelli che muoiono”, ha detto Laurito, richiamando l’attenzione sulla sofferenza dei bambini e sulla necessità di non restare indifferenti davanti alle guerre.