Sono state presentate 332mila domande di protezione internazionale nell’Unione europea e nei quattro Paesi associati dell’area Schengen nel primo semestre del 2026. Il totale è risultato inferiore del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Euaa lo ha rilevato nel suo aggiornamento semestrale.
Asilo Ue 2026: calo del 17% nel semestre e cause principali
Il livello registrato è stato il più basso, per un primo semestre, dal 2021 e, se si escludono gli anni della pandemia, dal 2019. In questo quadro l’Euaa ha collegato la flessione a un cambiamento nella composizione delle nazionalità dei richiedenti, legato alla transizione in Siria, e alla cooperazione rafforzata con Paesi di origine e di transito. A conti fatti, l’effetto combinato di questi elementi ha spinto verso il basso il numero complessivo di richieste.
Destinazioni principali e profili per nazionalità
Quanto alle destinazioni, la Francia ha raccolto circa 69mila richieste, mentre l’Italia ne ha registrate circa 66mila. Spagna e Germania hanno ricevuto ciascuna attorno a 55mila domande; nel complesso queste quattro destinazioni hanno concentrato circa il 75% delle istanze presentate nell’area Unione europea+.
In rapporto alla popolazione, l’Italia si è attestata a 1.127 domande per milione di abitanti, sopra la media dell’area Unione europea+ di 710. In questo confronto la Grecia ha segnato il valore più elevato, con 2.254 domande per milione.
Più nel dettaglio, in Italia il gruppo più numeroso è stato quello del Bangladesh, con circa 28mila richieste, sostanzialmente stabile. Le domande presentate da cittadini egiziani sono aumentate del 50%, fino a circa 15mila; in crescita anche quelle di afghani (+77%), cinesi (+43%) e srilankesi (+23%). Per contro, sono diminuite le richieste di marocchini (-22%) e di peruviani (-12%).
Il rapporto che riunisce queste evidenze è intitolato “Latest Asylum Trends: Mid-Year Review 2026” e presenta le rilevazioni e le analisi dell’Euaa relative al primo semestre del 2026.
