Emmanuel Macron vuole portare a Bruxelles la battaglia per vietare i social network ai minori di 15 anni. Il presidente francese ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo l’introduzione di un “testo europeo” che stabilisca regole comuni sull’accesso dei più giovani alle piattaforme.
L’obiettivo, scrive Macron nella lettera datata 29 agosto e consultata dall’Afp, è “proteggere tutti i bambini dell’Unione”. Una richiesta che arriva dopo le difficoltà incontrate dalla Francia nel tentativo di intervenire autonomamente e che punta a trasformare il tema della protezione dei minori online in una questione europea.
Macron: “Indispensabile andare più lontano”
Parigi aveva già tentato di introdurre a livello nazionale una normativa con lo stesso obiettivo, ma il Consiglio costituzionale ha bocciato il provvedimento, chiedendo una formulazione compatibile con il quadro giuridico europeo e con la Costituzione francese.
Macron non sembra però intenzionato ad abbandonare il progetto. Il presidente ha ribadito di voler “trovare un percorso quest’autunno”, lavorando a un testo nazionale rivisto che rispetti sia il diritto dell’Unione europea sia quello costituzionale francese.
Secondo l’Eliseo, tuttavia, una soluzione limitata ai confini nazionali non sarebbe più sufficiente. “Diventa indispensabile oggi andare più lontano e armonizzare attraverso un nuovo testo europeo”, sostiene Macron nella lettera indirizzata a von der Leyen.
L’iniziativa francese apre così un nuovo fronte nel dibattito europeo sulla verifica dell’età degli utenti, la responsabilità delle piattaforme e la tutela dei minori. Un eventuale divieto comune dovrebbe infatti stabilire non soltanto una soglia anagrafica, ma anche strumenti efficaci per verificarla senza creare nuovi problemi sul fronte della privacy e della gestione dei dati personali.
L’Australia prepara una nuova stretta sulle Big Tech
Mentre l’Europa discute quale strada seguire, l’Australia sta andando ancora oltre sul fronte della regolamentazione dei social. Il governo del primo ministro Anthony Albanese ha annunciato un disegno di legge che introdurrebbe un vero e proprio “obbligo di tutela” a carico delle aziende tecnologiche.
Le società che gestiscono piattaforme social sarebbero chiamate a proteggere gli utenti con meno di 18 anni da contenuti considerati dannosi, tra cui pornografia, cyberbullismo, materiale che esalta attività criminali e contenuti che possono incoraggiare disturbi alimentari.
In caso di violazione delle nuove regole, le aziende potrebbero rischiare sanzioni fino a 109 milioni di dollari australiani, circa 78 milioni di dollari statunitensi.
La proposta prevede inoltre che gli utenti possano scegliere di rinunciare ai sistemi di raccomandazione più invasivi, cioè agli algoritmi che selezionano e ordinano automaticamente i contenuti mostrati nei feed.
