Il successo di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt divide anche il centrodestra italiano. Se nella Lega il risultato dell’AfD è stato accolto con favore, Antonio Tajani prende nettamente le distanze dal partito tedesco e avverte chi, anche in Italia, guarda con interesse alla crescita delle forze sovraniste in Europa.
“Il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia”, afferma il vicepremier e ministro degli Esteri in un’intervista al Corriere della Sera. Tajani ricorda le origini di Alternative für Deutschland e la posizione assunta dal movimento durante la crisi dell’euro, quando sosteneva una linea particolarmente rigida nei confronti dei Paesi dell’Europa meridionale, Italia compresa.
Per il segretario di Forza Italia, la vittoria dell’AfD rappresenta quindi una “pessima notizia”. Il partito, spiega, esprime valori che considera incompatibili con quelli liberali e occidentali rivendicati dagli azzurri.
Tajani: “Noi e la Lega siamo due partiti diversi”
Il risultato tedesco porta inevitabilmente il confronto dentro la maggioranza italiana. Matteo Salvini ha infatti accolto positivamente l’avanzata dell’AfD, mentre Tajani ribadisce una posizione opposta.
Il ministro degli Esteri non considera però questa distanza una contraddizione in grado di mettere in discussione l’esecutivo. “Noi e la Lega siamo due partiti diversi”, sottolinea, definendo Forza Italia una forza “cristiana, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista”.
Secondo Tajani, ciò che tiene insieme la coalizione è la linea del governo, che a suo giudizio resta saldamente europeista e atlantista. Il vicepremier riconosce quindi apertamente le differenze con la Lega su alcuni dossier europei, ma le separa dall’azione complessiva dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Tajani prova anche a leggere le ragioni dell’avanzata dell’AfD senza ricondurre automaticamente il suo elettorato a posizioni nostalgiche o estremiste. Tra i fattori che avrebbero favorito il partito cita immigrazione, sicurezza, crisi industriale e insofferenza verso la burocrazia di Bruxelles, oltre alle conseguenze sociali ancora presenti nelle regioni dell’ex Germania Est.
“La risposta ai nazionalismi deve essere il rilancio dell’Europa”
Per il leader di Forza Italia, la crescita dei movimenti nazionalisti non può essere affrontata limitandosi a costruire barriere politiche. L’Unione europea deve invece dimostrare di essere capace di rispondere concretamente ai problemi dei cittadini.
Tajani chiede una nuova politica industriale europea e torna a criticare gli effetti del Green Deal sul settore automobilistico. Propone inoltre una drastica semplificazione normativa: per ogni nuova regola europea introdotta, sostiene, dovrebbero esserne eliminate due già esistenti.
Nel suo progetto rientrano anche riforme istituzionali più profonde: elezione diretta di un unico presidente per Commissione e Consiglio europeo, maggiore ricorso al voto a maggioranza e potere di iniziativa legislativa per il Parlamento europeo.
“La risposta ai nazionalismi deve combinare efficienza e visione”, sostiene Tajani, con l’obiettivo di rendere l’Europa nuovamente capace non soltanto di risolvere problemi, ma anche di offrire una prospettiva politica ai suoi cittadini.
La linea dura su AfD e Vannacci
Tajani condivide inoltre la Brandmauer, il principio ribadito dalla Cdu tedesca che esclude accordi o collaborazioni con Alternative für Deutschland. Una posizione che apre inevitabilmente il tema dei rapporti italiani con le forze più vicine all’AfD.
Interpellato su Roberto Vannacci, tra i più entusiasti per il risultato del partito tedesco, Tajani ribadisce il rifiuto dei valori espressi dall’AfD e sottolinea che Forza Italia non considera Vannacci un possibile alleato: “Non c’è alcuna possibilità di collaborare”.
Il progetto politico indicato dal vicepremier è diverso: costruire a Bruxelles una maggioranza tra popolari, liberali e conservatori, alternativa alla sinistra ma anche ai movimenti nazional-populisti. Affidare a questi ultimi la trasformazione dell’Ue, avverte, rischierebbe di indebolire ulteriormente il continente rispetto a Stati Uniti e Cina.
Sul fronte tedesco, infine, Tajani auspica che Friedrich Merz possa continuare a guidare il Paese, indicando nella Cdu-Csu un elemento di stabilità per la Germania e per l’intera famiglia del Partito popolare europeo.
