L’AfD ha vinto le regionali in Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei voti e un’affluenza che ha sfiorato l’80%, risultando nettamente il primo partito. Il risultato ha consegnato 39 seggi al gruppo, insufficienti da soli a raggiungere la maggioranza assoluta fissata a 42. Da qui l’obiettivo dichiarato di provare a guidare il Land attraverso intese. In questa cornice Ulrich Siegmund si è imposto come il volto più riconoscibile della campagna.
I numeri del voto per AfD Sassonia-Anhalt BSW
Secondo i dati provvisori di Tagesschau, il divario sull’avversario più vicino è stato ampio e ha ridisegnato la mappa del parlamento regionale. La Cdu ha patito un netto arretramento rispetto alla scorsa tornata; Spd, Verdi e Linke si sono fermati su percentuali che li tengono alle spalle dell’AfD, mentre l’Fdp è rimasta sotto soglia in molte circoscrizioni. Il nuovo soggetto BSW, guidato da Sahra Wagenknecht, ha superato la soglia di sbarramento e ha conquistato un peso potenzialmente decisivo nelle aritmetiche d’aula.
Nel complesso, la distribuzione dei seggi ha consolidato l’AfD al vertice ma non le ha garantito l’autosufficienza: mancano tre seggi per governare senza alleati. Il dato, combinato con la partecipazione molto alta, ha spinto i partiti a riposizionarsi rapidamente.
Alleanze e scenari di governo
L’AfD ha fatto sapere di voler aprire un giro di contatti con gli altri gruppi per testare margini di collaborazione. Il co-leader Tino Chrupalla ha affermato che il partito «invierà proposte di dialogo a tutti i partiti». D’altra parte, nulla garantisce che le forze tradizionali accettino il tavolo.
Il ruolo del BSW è diventato centrale: la disponibilità a lavorare con l’AfD è stata espressa pubblicamente e, se confermata nei colloqui, potrebbe consentire la nascita di un esecutivo. Molti avversari, invece, hanno ribadito in campagna il «cordone sanitario» e la chiusura a intese con una formazione di estrema destra. Ne deriva un quadro negoziale stretto, ma non precluso.
Reazioni politiche e internazionali
Nel campo AfD, la co-leader ha rivendicato un mandato chiaro; sul fronte opposto, dalla Cdu sono arrivate analisi autocritiche e richieste di verifica interna. Friedrich Merz ha parlato di uno scossone che mette alla prova l’identità del partito e della necessità di ricucire il rapporto con l’elettorato.
Fuori dai confini tedeschi, la consultazione è stata letta come un segnale di spostamento del baricentro dell’opinione pubblica in alcune aree dell’est. Inoltre, esponenti europei hanno richiamato l’attenzione sulle ricadute che il ciclo elettorale tedesco può avere sul contesto comunitario.
In Italia le reazioni si sono divise: c’è chi ha salutato il risultato dell’AfD come un cambio di passo e chi lo ha indicato come motivo di allarme per i valori europei. La gamma di commenti è andata dalla celebrazione alla critica netta.
Il calendario elettorale tedesco non si è esaurito con Sassonia-Anhalt: le urne torneranno ad aprirsi il 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania anteriore. Anche per questo, diversi osservatori hanno segnalato che l’esito nel Land orientale potrebbe pesare sul clima delle prossime consultazioni, dentro e fuori i confini regionali.
