Il mondo ha già prodotto quest’anno una quantità di rifiuti plastici superiore a quella che i sistemi di gestione sono in grado di raccogliere e trattare in sicurezza. È questo il significato del Plastic Overshoot Day, che a livello globale cade oggi, domenica 6 settembre. Il WWF Italia richiama l’attenzione su un problema che coinvolge governi, imprese e cittadini e che, secondo l’associazione, può essere affrontato soltanto attraverso una responsabilità condivisa e interventi coordinati.
La data migliora, ma i rifiuti aumentano
Dal 2021 il Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostato verso la fine dell’anno, avanzando di alcuni giorni. Il dato indica un lieve incremento della capacità dei sistemi di gestione di far fronte ai rifiuti plastici prodotti. Questo miglioramento, però, non è sufficiente a compensare la crescita complessiva della quantità di plastica immessa nel circuito dei consumi e successivamente trasformata in rifiuto.
Negli ultimi cinque anni, infatti, la quantità di rifiuti plastici gestiti in maniera inadeguata è aumentata di oltre 3 milioni di tonnellate. Una dinamica che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi decenni: il WWF sottolinea che il volume di plastica potenzialmente destinato a disperdersi nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.
Cosa indica il Plastic Overshoot Day
La giornata individuata dal WWF rappresenta il momento dell’anno in cui la produzione globale di rifiuti plastici oltrepassa la capacità disponibile per raccoglierli e gestirli in modo sicuro. Da quel momento in poi aumenta quindi la quantità di plastica che rischia di accumularsi senza un trattamento adeguato e di finire nell’ambiente. Il Plastic Overshoot Day non indica dunque semplicemente quanta plastica viene prodotta, ma mette in relazione la quantità di rifiuti generati con la capacità dei sistemi di gestione di evitare che questi materiali vengano dispersi.
Quando cade il Plastic Overshoot Day in Italia?
La situazione italiana è migliore rispetto alla media mondiale, ma non ai livelli dei Paesi europei più virtuosi. Nel nostro Paese il Plastic Overshoot Day cade infatti il 5 novembre, quasi due mesi dopo la data globale del 6 settembre. Il WWF colloca quindi l’Italia in una posizione intermedia nel confronto internazionale. Tra le migliori performance europee vengono indicate Svizzera, Francia e Spagna, che riescono a collocare la propria data più avanti nel calendario rispetto all’Italia.
Ogni italiano produce circa 61 chili di rifiuti plastici
Un elemento particolarmente significativo riguarda la quantità di rifiuti generati. In Italia vengono prodotti ogni anno circa 61 chilogrammi di rifiuti plastici pro capite. Per questo motivo il nostro Paese, come molti altri Stati europei, rientra nella categoria degli “Overloaders”, cioè dei Paesi caratterizzati da una produzione elevata di rifiuti plastici. Il dato evidenzia uno dei nodi principali della questione: migliorare la capacità di raccolta e trattamento non basta se, contemporaneamente, continua ad aumentare il volume complessivo di plastica destinato a diventare rifiuto.
Prevenzione, riutilizzo e riciclo per ridurre la plastica dispersa
Per limitare la quantità di plastica che sfugge ai sistemi di gestione, secondo il WWF è quindi necessario intervenire innanzitutto sulla produzione dei rifiuti. L’associazione indica il rafforzamento delle politiche e delle pratiche di prevenzione e riduzione come uno degli strumenti fondamentali per invertire la tendenza.
A questo deve accompagnarsi una maggiore diffusione del riutilizzo e un riciclo realmente efficace dei materiali. L’obiettivo è ridurre alla fonte la quantità di plastica che entra nel circuito dei rifiuti e, allo stesso tempo, fare in modo che quella già prodotta possa essere recuperata invece di disperdersi nell’ambiente. Per il WWF, la portata del problema rende indispensabile un’azione collettiva che coinvolga tutti gli attori interessati.
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