La sindaca Sara Funaro ha annunciato che il 6 settembre 2026, alle 21, Firenze si ritroverà in via Panciatichi, all’angolo con via Antognoli, per una fiaccolata in memoria di Lorena Isceri. Una manifestazione per stringersi attorno alla famiglia della donna e chiedere che la sua morte non venga ridotta all’ennesimo caso di violenza sulle donne, mentre la Procura continua a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al femminicidio.
Lorena Isceri, la ricostruzione dell’aggressione
Secondo quanto emerso finora dalle indagini, Lorena Isceri sarebbe stata aggredita nel garage di via Panciatichi dall’ex compagno Federico Vella. L’uomo l’avrebbe immobilizzata con delle fascette e chiusa nel bagagliaio del suo Suv. All’interno dell’auto gli investigatori hanno trovato fascette, forbici, un lenzuolo e alcuni telefoni contenenti messaggi riconducibili alla relazione tra i due.
Durante il tragitto, però, Lorena sarebbe riuscita a recuperare il telefono dallo zainetto e a chiamare il 112. La comunicazione sarebbe durata circa venti minuti: la donna avrebbe cercato di fornire agli operatori indicazioni sulla propria posizione, nonostante il segnale intermittente.
È in quei minuti che avrebbe pronunciato anche alcune delle frasi oggi al centro della ricostruzione degli investigatori. “Federico ti amo ancora, dai riproviamoci”, avrebbe detto all’ex compagno. Parole che, secondo chi indaga, non sarebbero state una dichiarazione d’amore, ma un tentativo disperato di calmarlo e guadagnare tempo.
Gli investigatori stanno ricostruendo anche quanto accaduto durante una delle soste del veicolo e le modalità con cui le forze dell’ordine hanno seguito la telefonata. Si tratta di un passaggio ancora da chiarire, sul quale saranno necessari ulteriori accertamenti.
Il Suv avrebbe poi proseguito il viaggio fino a un viadotto sull’A1, dove Lorena sarebbe stata estratta dall’auto e gettata nel vuoto. L’autopsia dovrà chiarire con maggiore precisione la dinamica della morte e stabilire, tra le altre cose, se la donna fosse ancora viva al momento della caduta.
Firenze scende in piazza per Lorena Isceri
Dopo la morte della donna, il padre Franco Isceri ha rivolto un appello alla politica chiedendo che il femminicidio della figlia non resti soltanto un fatto di cronaca. Tra le richieste, il potenziamento dei centri antiviolenza, il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e un maggiore lavoro nelle scuole per contrastare la violenza di genere prima che si trasformi in qualcosa di irreparabile.
Al suo appello ha risposto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha dichiarato di aver ascoltato le sue parole, ricordando le misure adottate dal governo sul contrasto alla violenza contro le donne.
Intanto la Procura di Firenze sta valutando anche l’ipotesi della premeditazione. Gli inquirenti vogliono ricostruire minuto per minuto il percorso compiuto dall’auto, verificare cosa sia accaduto nelle soste e accertare se alcuni elementi del piano fossero stati preparati in anticipo. Tra gli aspetti al vaglio c’è anche l’ipotesi che nel garage siano state coperte con del nastro le fotocellule del cancello.
Messaggi, telefonate e spostamenti vengono ora analizzati per comprendere cosa sia avvenuto prima dell’aggressione e quale fosse l’intenzione dell’uomo.
La fiaccolata convocata dalla sindaca vuole però portare la vicenda anche fuori dalle aule giudiziarie. Alla manifestazione sono attesi rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini: non soltanto per ricordare Lorena, ma per riportare al centro il tema della libertà e della sicurezza delle donne.
Mentre gli inquirenti continuano a ricostruire gli ultimi minuti della sua vita, Firenze si prepara a riunirsi nel luogo da cui tutto sarebbe cominciato. Una fiaccolata per Lorena e per una famiglia che oggi chiede che alla commozione seguano risposte concrete.
