Una telefonata di circa venti minuti, partita dal bagagliaio dell’auto in cui era stata rinchiusa, documenta gli ultimi momenti di vita di Lorena Isceri, la 45enne uccisa giovedì scorso dopo essere stata sequestrata dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni. La donna era riuscita a raggiungere il proprio cellulare e a contattare il 112, raccontando agli agenti ciò che le era appena accaduto.
La registrazione è ora agli atti dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Firenze, diretta da Domenico Balsamo e coordinata dal pm Antonio Natale. Secondo quanto ricostruito dal Corriere Fiorentino, la chiamata consente agli investigatori di ricostruire parte del tragitto compiuto dall’uomo fino al cavalcavia sull’A1, a Barberino del Mugello, dal quale Isceri sarebbe poi stata gettata.
La chiamata di Lorena Isceri dal bagagliaio
Sono da poco passate le 14 quando alla sala operativa della Questura di Firenze arriva la telefonata. “l mio ex fidanzato mi ha picchiato e sequestrato”, riesce a spiegare Lorena agli agenti.
La donna racconta di essere stata aggredita in un garage e indica immediatamente il nome dell’uomo: Federico, 36 anni. Secondo la ricostruzione investigativa, Isceri era stata immobilizzata alle mani e ai piedi e caricata nel portabagagli del Suv. Le fascette, però, sarebbero state posizionate in modo tale da consentirle ancora qualche movimento con le mani: abbastanza per raggiungere il telefono e chiedere aiuto.
Non sa dove l’ex compagno la stia portando. Agli operatori riferisce di pensare che la destinazione possa essere l’abitazione dell’uomo, nella zona del Galluzzo, a Firenze, e fornisce l’indirizzo.
La comunicazione prosegue mentre il veicolo si sposta e imbocca l’autostrada. In alcuni momenti il segnale è disturbato, ma gli agenti rimangono in ascolto cercando di ottenere più informazioni possibili senza mettere ulteriormente in pericolo la donna.
“Io ti amo, torniamo insieme”: il tentativo di salvarsi
A circa otto minuti dall’inizio della chiamata, secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, accade qualcosa. L’auto si ferma e nella registrazione si sente aprire il portabagagli. A quel punto l’operatore resta in silenzio, per evitare che Vella possa accorgersi della telefonata in corso.
Sono proprio quei secondi a registrare alcune delle ultime parole pronunciate da Lorena.
“Federico, ma cosa fai? Io ti amo, non ti preoccupare, torniamo assieme”, dice la donna.
Per gli investigatori quelle parole rappresentano un disperato tentativo di convincere l’uomo a fermarsi e di guadagnare tempo. La relazione tra i due era terminata e, secondo quanto emerso dalle indagini, Vella non avrebbe accettato la separazione, continuando nelle settimane precedenti a contattare la 45enne con numerosi messaggi.
Poco dopo il portabagagli viene richiuso e l’auto riparte.
La morte sul cavalcavia dell’A1
Il viaggio termina nei pressi di Barberino del Mugello. È qui che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Vella avrebbe gettato Lorena Isceri dal cavalcavia dell’autostrada A1, uccidendola.
La polizia raggiunge successivamente il 36enne e tenta di convincerlo a desistere. Dopo circa 40 minuti di trattativa, anche Vella si lancia dal ponte e muore.
La telefonata effettuata da Lorena è diventata così un elemento centrale dell’inchiesta. Non soltanto perché permette di ricostruire almeno in parte gli spostamenti e la sequenza degli eventi, ma perché documenta il tentativo della donna di chiedere aiuto mentre era ancora prigioniera dell’ex compagno. Fino agli ultimi istanti, Isceri ha cercato una via per salvarsi.
