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Malattia, cambia il certificato medico: l’Inps ammette la retroattività anche per le visite in ambulatorio

La copertura potrà partire dal giorno precedente al rilascio del certificato anche quando il lavoratore viene visitato nello studio del medico. Restano esclusi sabati, domeniche e festivi

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Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Cambiano le regole per i lavoratori che devono ottenere un certificato medico di malattia. L’Inps ha esteso la possibilità di riconoscere la tutela previdenziale anche al giorno immediatamente precedente alla data di rilascio del certificato, non più soltanto quando il medico effettua una visita a domicilio, ma anche quando il paziente viene visitato in ambulatorio.

La novità è contenuta nella circolare Inps numero 92 del 4 settembre 2026 e punta ad adeguare le procedure alle trasformazioni dell’assistenza sanitaria territoriale e, in particolare, alle difficoltà che possono impedire al medico di visitare il paziente nello stesso giorno in cui viene contattato.

Come funzionava finora il certificato di malattia

La regola generale non cambia: ai fini della prestazione previdenziale, la malattia decorre normalmente dal giorno in cui viene redatto il certificato medico. Il medico attesta infatti, sulla base della visita e della propria valutazione clinica, l’incapacità temporanea del lavoratore a svolgere la propria attività.

Era già prevista, tuttavia, una deroga per evitare di penalizzare chi non riusciva a essere visitato immediatamente. In caso di visita domiciliare, la copertura poteva essere riconosciuta anche per il giorno precedente al rilascio del certificato, a determinate condizioni.

Il meccanismo teneva conto anche delle regole previste per i medici di medicina generale, che consentono di effettuare una visita domiciliare richiesta dal paziente entro le 12 del giorno successivo, quando ritenuta necessaria.

Cosa cambia con le visite in ambulatorio

È proprio su questo punto che interviene l’Inps. D’ora in avanti la stessa possibilità viene riconosciuta anche quando la visita avviene nello studio del medico.

In concreto, se un lavoratore si ammala e non riesce a ottenere una visita nello stesso giorno, il certificato rilasciato il giorno successivo potrà consentire la copertura previdenziale anche della giornata precedente, purché siano rispettate le condizioni previste.

Non si tratta quindi di una retroattività senza limiti. La possibilità riguarda esclusivamente il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato. Se nel documento viene indicata una data di inizio della malattia anteriore di più di un giorno, l’Inps non riconosce automaticamente la tutela per l’intero periodo precedente.

Esclusi sabato, domenica e giorni festivi

La nuova disciplina prevede inoltre un’importante eccezione. La retroattività non viene riconosciuta quando il giorno precedente al rilascio del certificato cade di sabato, domenica o in un giorno festivo infrasettimanale.

In queste giornate, infatti, il lavoratore può rivolgersi al servizio di continuità assistenziale, che garantisce l’assistenza quando il medico di medicina generale non è disponibile.

Resta quindi fondamentale contattare tempestivamente il medico e rispettare le procedure previste per la certificazione della malattia: la nuova regola non consente di giustificare liberamente diversi giorni di assenza precedenti alla visita.

Perché l’Inps ha modificato le regole

Alla base della decisione, adottata con il parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, c’è anche il cambiamento dell’organizzazione della medicina territoriale.

L’Inps richiama la progressiva diminuzione del numero dei medici di medicina generale, l’aumento dei loro carichi di lavoro e la crescita delle attività organizzative e assistenziali. A questo si aggiunge la diffusione degli accessi agli ambulatori su appuntamento, utilizzati anche per limitare il sovraffollamento delle sale d’attesa.

Situazioni che possono rendere materialmente impossibile ottenere una visita nello stesso giorno in cui compaiono i sintomi. La nuova interpretazione punta quindi a evitare che un ritardo dovuto all’organizzazione dell’assistenza sanitaria si traduca nella perdita della tutela previdenziale per il lavoratore e, secondo l’Istituto, a garantire maggiore uniformità di trattamento sul territorio nazionale.

La regola di fondo resta comunque quella della certificazione tempestiva: l’estensione introdotta dall’Inps rappresenta una deroga circoscritta a una sola giornata precedente alla visita e non una generale possibilità di ottenere certificati di malattia retroattivi.

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