“Il nostro ministero, fin da subito, in una delle mie prime visite, forse la prima a un ippodromo, abbiamo annunciato che l’obiettivo era rilanciare l’Ippica italiana, farne una centralità. Quello che si rischiava era avere la stessa situazione che c’è a Tor di Valle, un luogo da abbandono, che sarebbe stato drammatico, e invece oggi è un luogo che torna a vivere, si lavorerà insieme per riuscire a riorganizzare il mondo dell’Ippica, perché lo dico con franchezza, io non credo che le istituzioni e le amministrazioni comunali, ma allo stesso modo il ministero, debbano gestire direttamente gli ippodromi.
L’Ippica, in altre nazioni, ha gestioni virtuose che portano un attivo e che viene affidata a quelli che la vivono quotidianamente in termini imprenditoriali. Devo dire, i risultati sono straordinariamente migliori di quelli italiani. Fu un errore drammatico, drammatico, sciogliere e unire.
Fu una cosa che non stava né in cielo né in terra, si buttò il bambino con l’acqua sporca, c’erano dei problemi, andavano risolti, si passò alla gestione del ministero, ma un ministero non fa questo come mandato, ha la funzione di sovraintendere, di guardare all’allevamento del cavallo, di sostenere, come abbiamo fatto con una serie di interventi, il taglio dell’iva sui puledri sotto 18 mesi, attività specifiche di promozione, questo lo può fare un ministero, la gestione no”. Lo ha dichiarato il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida in occasione della riapertura dell’Ippodromo di Capannelle