Cristina Marino è incinta del terzo figlio della coppia. Luca Argentero lega la novità familiare all’organizzazione del lavoro: per girare la quarta stagione di “Doc – Nelle tue mani” su Rai1, la famiglia si è trasferita da Milano a Roma per sei mesi. Padre di Nina Speranza (6) e Noè Roberto (3), l’attore rivendica che la priorità resta la casa.
«Come sto? Le rispondo con tutta la gioia che abbiamo nel cuore! La vita ci ha sorpreso ancora una volta», racconta al Corriere della Sera. «Siamo entusiasti di iniziare questo nuovo capitolo della nostra meravigliosa avventura familiare».
Famiglia e lavoro: la promessa mantenuta di Luca Argentero
La promessa di mettere i figli al primo posto, dice, è stata rispettata: «Mantenuta». Aggiunge il merito della tenuta familiare: «Ma senza mia moglie Cristina non ci sarei riuscito: prendo tutte le decisioni professionali in funzione della famiglia. Per girare la nuova stagione di Doc, si è trasferita con me e i bambini da Milano a Roma per sei mesi».
La paternità, spiega Luca Argentero, ha riorientato anche il suo modo di stare sul set. «La paternità mi ha cambiato radicalmente come uomo e come attore», afferma. «È come se mi avesse aperto dei chakra che prima erano chiusi. Provo livelli di emozione diversi da prima: mi sento più sensibile e più completo. Sul set, non me ne sono accorto in modo repentino, ma piano piano, mi sono sentito più largo, più pesante; mi sembrava di occupare più spazio».
Il confine tra ruolo e vita privata oggi è netto: «Oggi non posso permettermi di portarmi a casa il set: ho due bambini. In passato, mi è capitato di immergermi in Leonardo o in Copperman. Oggi stacco, torno a casa e gioco con le macchinine o con le bamboline».
Nel frattempo, “Doc – Nelle tue mani” lo conferma protagonista nei panni del dottor Andrea Fanti, con la lavorazione che ha imposto una riorganizzazione familiare e logistica. La scelta, sottolinea, è stata consapevole e condivisa per tenere insieme lavoro e genitorialità.
Dalla Casa del Grande Fratello al primo ciak
Il percorso professionale nasce nel 2003 con la partecipazione alla terza edizione del Grande Fratello, dove si classificò al terzo posto. Entrò con l’obiettivo di laurearsi in Economia e con l’idea di capitalizzare l’occasione. «Ho sempre pensato: sfrutto il sistema, non mi faccio sfruttare», disse allora. A distanza di anni il bilancio è netto: «Funzionò: tutto quello che è successo dopo è arrivato su quell’onda».
Conclusa quell’esperienza e conseguita la laurea dopo l’uscita dalla Casa, la direzione venne chiarita per esclusione: non il commercialista, non la finanza. «Sapevo che cosa non volevo, che è già qualcosa, ma non sapevo ancora che cosa volessi. Non volevo finire in giacca e cravatta, chiuso dieci ore al giorno in un ufficio, né scegliere una professione con un coefficiente di responsabilità altissimo. Però non avevo mai pensato di diventare attore. Poi, il primo giorno sul set di Carabinieri, al primo ciak, ho capito immediatamente che era ciò che volevo fare. Ho pensato: questo è esattamente il mio destino».
Da lì, il lavoro si è allargato fra cinema, teatro e scrittura. Argentero ha firmato con Mondadori il romanzo “Disdici tutti i miei impegni”, esperienza che affianca alla recitazione come ulteriore canale creativo.
Prospettive: un ritmo diverso senza obblighi economici
Lo sguardo sul futuro professionale è già tarato su scelte selettive e tempi più umani: «Oggi seleziono le persone e i progetti ai quali dedicarlo, lavoro meno per avere più tempo per la mia famiglia e per i miei figli. Perché quel tempo non torna».
Resta in piedi anche l’idea, dichiarata in passato, di rallentare drasticamente a 55 anni: «Il progetto è ancora valido. Ma non voglio smettere di recitare: voglio riuscire a lavorare con un ritmo diverso da quello di oggi e, soprattutto, senza essere obbligato da motivi economici».
Il nodo è la libertà di scelta, non l’uscita di scena: «Recitare è il mestiere di cui vivo e non sempre scelgo un film solo perché lo desidero: qualche volta, lavoro perché devo lavorare. Nella fase più matura della mia vita vorrei potermi permettere di scegliere davvero: dire dei no, prendersi tempo per la famiglia, partire per un lungo viaggio».
