Sassonia-Anhalt — Ulrich Siegmund guida i sondaggi regionali con il 42%, davanti al candidato della Cdu dato al 22%, con il voto fissato per domenica 6 settembre. La sua ascesa è passata per comizi di piazza e una presenza mediatica costante, che hanno moltiplicato l’eco di messaggi radicali incardinati in un format comunicativo disciplinato.
Il settimanale Spiegel lo ha definito «l’uomo più pericoloso della Germania». Siegmund ha trasformato quell’etichetta in materiale di propaganda, fino ad autografare la copertina del magazine per i sostenitori.
Il profilo e il percorso di Ulrich Siegmund AfD Sassonia-Anhalt
Trentasei anni, sposato con due figli, Siegmund si è formato politicamente nella Cdu prima di approdare a Alternative für Deutschland. Il curriculum riporta una laurea in economia aziendale conseguita in una università telematica, con una tesi sul marketing dei profumi; dettagli che il candidato richiama spesso per accreditarsi come figura “vicina” all’elettorato del Land.
Accanto a lui spicca la figura di Hans Thomas Tillschneider, indicato come l’architetto di molte proposte inserite nel programma regionale. In questo quadro, la sezione locale del partito a cui appartiene Siegmund è classificata come dichiaratamente estremista dai servizi interni, secondo le valutazioni citate nel profilo che accompagna la candidatura.
I punti del programma
Il pacchetto di misure su cui Siegmund chiede mandato è netto su scuola, media pubblici e immigrazione. Tra le proposte compare l’abolizione dell’obbligo scolastico, una riduzione del canone radiotelevisivo con impatto diretto sul servizio pubblico e un inasprimento delle politiche di espulsione per gli stranieri. Di fatto, nei documenti e nelle uscite pubbliche torna anche il piano di «remigrazione», già emerso in incontri interni dell’AfD e finito sotto i riflettori per la sua dimensione quantitativa, che implicherebbe spostamenti di popolazione.
La comunicazione insiste su un’idea di “restituzione” del Land ai residenti e su squilibri socio-economici collocati come eredità irrisolta della Riunificazione. La giornalista Jana Hansel ha descritto Siegmund come «una specie di Robin Hood di destra», formula che intercetta il posizionamento scelto dal candidato nel trasformare risentimenti e rivendicazioni locali in proposta politica.
La corsa elettorale e le mosse della Cdu
La possibile affermazione di Siegmund pesa oltre i confini del Land. Le regionali in Sassonia-Anhalt si inseriscono in una sequenza di appuntamenti che sta creando attrito per la Cdu a livello federale. Da qui l’intervento diretto del cancelliere Friedrich Merz, presente a eventi a sostegno del candidato cristianodemocratico. Merz ha avvertito che chi «vuole isolare la Germania e portarla fuori dall’Europa» deve mettere in conto che «certi investimenti non si ripeteranno»; parole pronunciate alle porte della bioraffineria di Leuna, dove ha rivendicato la centralità del mercato europeo.
Le apparizioni pubbliche della Cdu, comprese quelle con il candidato Sven Schulze, non hanno però sciolto le tensioni sul territorio. In più appuntamenti, i dirigenti cristianodemocratici sono stati accolti da fischi e contestazioni. Per contro, il campo di Siegmund registra una mobilitazione visibile, con partecipazione agli eventi che sostiene il racconto di una campagna in spinta.
Se i numeri registrati dai sondaggi dovessero trovare conferma nelle urne, l’AfD otterrebbe una posizione di controllo nell’esecutivo del Land. Restano, tuttavia, due variabili che possono cambiare il quadro nelle ore finali: l’affluenza e la capacità di attivazione dei partiti tradizionali. Sarà il voto di domenica 6 settembre a definire se il vantaggio accumulato da Siegmund si tradurrà in una maggioranza concreta in Sassonia-Anhalt.
