La Procura di Roma non vede al momento ulteriori margini per proseguire gli accertamenti sulla morte dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo il 22 febbraio 2021. I pm hanno infatti chiesto l’archiviazione del secondo filone dell’inchiesta, rimasto contro ignoti e incentrato anche sulla vicenda dei sei cittadini congolesi che inizialmente avevano ammesso di aver partecipato all’agguato.
Morte di Luca Attanasio, il possibile ruolo della banda dei sei congolesi
Il procedimento era stato avviato per fare luce anche sul possibile coinvolgimento della banda composta dai sei cittadini congolesi. Il gruppo aveva confessato alle autorità di Kinshasa di essere responsabile dell’attacco nel quale persero la vita Attanasio e Iacovacci, ma in seguito aveva completamente ritrattato quelle dichiarazioni. I sei sono stati comunque condannati in primo grado all’ergastolo. Nel frattempo, nell’ambito degli accertamenti italiani, erano stati ascoltati dai carabinieri del Ros durante tre diverse missioni.
Gli interrogatori del Ros e la ritrattazione
Gli interrogatori si erano svolti alla presenza di un avvocato e nel rispetto delle norme previste dall’ordinamento italiano. Proprio durante questi colloqui, però, i sei cittadini congolesi hanno sostenuto che la confessione resa in precedenza fosse stata ottenuta con la forza.
La ritrattazione ha quindi modificato il quadro a disposizione degli investigatori italiani. In assenza di ulteriori elementi utilizzabili per verificare quanto dichiarato dai sei, la Procura di Roma non ha potuto sviluppare ulteriormente questa parte dell’indagine.
Le inchieste giornalistiche sulla morte di Attanasio
Nel secondo filone erano confluiti anche alcuni elementi emersi da inchieste giornalistiche sul caso. Pure in questo caso, tuttavia, gli inquirenti non sono riusciti a proseguire con gli accertamenti necessari. A pesare è stata soprattutto la mancata collaborazione giudiziaria da parte del Congo, che non ha consentito alla magistratura italiana di approfondire gli elementi raccolti. È da questa impossibilità di andare avanti nelle verifiche che nasce la richiesta di archiviazione presentata dai pm di Roma.
L’inchiesta principale sui dipendenti del Pam
Resta distinto il filone principale dell’inchiesta sulla morte di Attanasio e Iacovacci. In questo procedimento i pm di piazzale Clodio avevano chiesto il rinvio a giudizio per due dipendenti del Programma alimentare mondiale (Pam), agenzia delle Nazioni Unite, accusati di omicidio colposo. Si tratta di Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza, che avevano organizzato la missione alla quale partecipava il diplomatico italiano.
Il non luogo a procedere del 2024
Per i due dipendenti del Pam, tuttavia, il procedimento si era già concluso con una decisione del giudice. Il 13 febbraio 2024 il gup di Roma aveva dichiarato il non luogo a procedere, riconoscendo agli imputati l’immunità diplomatica. La richiesta di archiviazione del secondo filone rappresenta quindi un ulteriore passaggio dell’iter giudiziario legato alla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, avvenuta in Congo il 22 febbraio 2021.
