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Fallaci a 20 anni dalla sua scomparsa: le lettere a Fisichella svelano gli ultimi pensieri sulla vita e la morte

Il carteggio inedito con mons. Fisichella svela la vulnerabilità e la lucidità della scrittrice negli ultimi mesi di vita.

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Fallaci a 20 anni dalla sua scomparsa: le lettere a Fisichella svelano gli ultimi pensieri sulla vita e la morte

Fallaci a 20 anni dalla sua scomparsa: le lettere a Fisichella svelano gli ultimi pensieri sulla vita e la morte Rob Bogaerts for Anefo — CC0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=67752191)

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Le lettere inedite tra Oriana Fallaci e mons. Rino Fisichella arrivano per la prima volta in libreria in un unico volume: si intitola La forza della passione e raccoglie uno scambio rimasto chiuso per vent’anni. Non è un semplice carteggio, ma una traccia diretta degli ultimi mesi della scrittrice, quando il rapporto con il prelato si fa confidenza, sostegno, persino argine. L’uscita, prevista per l’8 settembre con Piemme, rimette in circolo parole pensate per un solo destinatario e oggi consegnate ai lettori.

Il libro e i dati editoriali

Il volume mette in pagina il dialogo intimo tra due interlocutori che, in momenti diversi, hanno occupato lo spazio pubblico da prospettive lontane. La confezione editoriale è essenziale: 160 pagine, prezzo 19,90 euro, un titolo che indica subito il baricentro del racconto. Il progetto, spiegano gli editori, nasce dal desiderio di mostrare la dimensione personale di una figura spesso osservata attraverso posizioni e polemiche, più che attraverso i suoi interstizi privati.

Custodite dopo la morte dell’autrice, le missive vengono ora rese accessibili. Non per ordinare un mito, ma per far emergere una voce a mezza altezza tra vita pubblica e ricerca interiore. In questo senso, l’uscita ha il passo di un documento e la cautela di un atto che sfiora l’archivio personale. Al tempo stesso, il libro si muove dentro un perimetro preciso: lettere scritte nel 2006, con passaggi datati 2 maggio 2006 e firmati da New York, che cristallizzano la condizione fisica e la resistenza mentale di chi scrive.

Il contenuto delle lettere

Il tono alterna schiettezza e fiducia, energia critica e bisogno di appoggio. Non mancano i passaggi in cui la fatica è detta senza retorica. In una lettera del 2 maggio 2006, inviata da New York, Fallaci affronta il proprio stato con la precisione brutale che la caratterizza: “Non ti scrivo da cent’anni, mio caro. Ormai è diventata un’impresa straziante anche cambiare il nastro di questa macchina. Tutto fluttua dentro la nebbia e in più, a stare seduta, mi manca il respiro, soffoco. Quasi ciò non bastasse, ogni giorno succede qualcosa che mi ruba a me stessa e quando emergo dal nuovo trauma crollo sul letto come un bove al mattatoio. Lì ti scrivo, sì. Ma col pensiero e basta.”

C’è poi il contrappeso dell’attenzione ricevuta. Dalla stessa data, un altro brano misura l’impatto concreto della presenza di Fisichella, tra telefonate e lettere, come una linea che attraversa stagioni: “Stavo già molto male. Ma con le tue lettere e le tue telefonate mi tenesti viva fino all’estate. E poi fino all’autunno. E poi fino all’inverno. E poi fino a questa primavera… No, io non devo nulla alle radioterapie e alle chemioterapie. Devo tutto a quella settimana d’estate, a quei due giorni d’inverno, a quel giorno e mezzo di primavera, alle attese interminabili ma consolanti, alle tue parole scritte, alla tua bella voce. Alla tua bontà. Sei tu che mi hai aiutato a vivere. Ed ora, dopo avermi aiutato a vivere, mi aiuti a morire.”

Di fatto, il carteggio restituisce un ritratto spostato di mezzo grado rispetto all’immagine pubblica: restano la lucidità e la contrarietà ostinata, ma affiora una vulnerabilità che non chiede difese, chiede senso. Domande sulla fede, richiami a un’etica personale, dipendenze affettive dichiarate. Tutto tenuto insieme da una lingua che non arretra davanti al dolore e da una relazione che, pur non rinnegando l’intelaiatura critica dell’autrice, apre uno spazio diverso.

Il ruolo di mons. Rino Fisichella

Dentro queste pagine, mons. Rino Fisichella non è solo il destinatario: è il controcampo. Nella nota che accompagna il volume viene indicato come custode dello scambio e compagno di un ultimo tratto di strada. L’amicizia è definita “un incontro d’anima”, formula che, nel contesto, non addolcisce ma chiarisce: quella fiducia operativa che consente di condividere la paura, di rendere sostenibile l’attesa.

Le pagine introduttive accolgono parole dello stesso Fisichella, con una descrizione affettuosa e vigile: «Sei una donna forte, intelligente, determinata, ma alla fine rimani una bambina indifesa che ha solo il desiderio che qualcuno le tenga la mano». Il profilo istituzionale completa la cornice: dal 2022 Fisichella è pro-prefetto della sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del Dicastero per l’evangelizzazione. Un dato che non modifica la sostanza delle lettere, ma spiega la delicatezza del ruolo nel custodirle.

Da qui la posta in gioco editoriale. Pubblicare carte così private significa rispondere a una doppia domanda: quanto il lettore ha diritto di conoscere? e quale responsabilità comporta la lettura di parole nate nella sofferenza? Non solo: il libro interroga su come l’eredità di una scrittrice passi anche attraverso le parti non pensate per la scena, dove l’io si concede pause, incertezze, ringraziamenti.

In controluce, il carteggio funziona da documento storico e umano. Mostra come la figura che i media fissano in un profilo netto, nell’intimità riprenda sfumature, apostrofi, ripetizioni che non sono stile ma respiro. E mette in relazione due biografie in un frangente preciso, quando il tempo si accorcia e le parole pesano di più.

Non c’è enfasi, non serve. A tenere il passo sono gli elementi verificabili: date, luoghi, una città come New York che fa da sfondo all’ultima stagione, un destinatario che diventa presenza e struttura. Il resto lo fa la materia stessa delle lettere, che conservano la cadenza di chi prova a non cedere e la riconsegna a chi vorrà leggere senza pregiudizio.

Alla fine, La forza della passione diventa un punto di osservazione sulla fase finale della vita di una protagonista della cultura italiana e su un legame che la sorregge. Le lettere a Fisichella accostano confessione privata e riflessione pubblica, con una data concreta per l’accesso in libreria: 8 settembre, edizione Piemme, formato di 160 pagine a 19,90 euro.

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