Un nucleo familiare — padre, madre e un figlio minorenne — è stato trovato senza vita in un appartamento di via dei Forti di Legnino, a Finale Ligure, nella tarda mattinata. L’allarme è partito dai parenti, preoccupati per il silenzio protratto e per l’irreperibilità dei tre. Le prime verifiche indirizzano gli inquirenti verso l’ipotesi di omicidio-suicidio: l’uomo avrebbe sparato alla moglie e al figlio durante la notte, poi si sarebbe tolto la vita.
La scoperta e i primi passaggi operativi in casa
La richiesta di aiuto dei familiari ha fatto convergere in breve pattuglie e soccorritori davanti al portone. Una volta ottenuto l’accesso — forzando l’ingresso o con la collaborazione dei parenti — gli operatori hanno raggiunto i locali interni e hanno rinvenuto i tre corpi. A quel punto i sanitari hanno verificato lo stato delle vittime e hanno constatato l’assenza di attività vitali.
Da quel momento l’abitazione è stata messa in sicurezza per consentire i rilievi. Gli investigatori si sono concentrati sulla posizione dei corpi, sulla possibile sequenza dei colpi e sulla distribuzione delle tracce utili a una prima ricostruzione. In parallelo sono state raccolte informazioni su orari recenti di reperibilità, abitudini di accesso all’appartamento e movimenti notturni noti alla cerchia familiare. Sono elementi che, combinati con i riscontri tecnici, serviranno a definire la cronologia dei fatti.
I soccorsi e il coordinamento tra le squadre
Sul posto sono intervenuti i volontari e il personale sanitario della Croce Bianca di Borgio Verezzi, insieme ai carabinieri e alla polizia locale; i vigili del fuoco hanno supportato le necessità tecniche di accesso e di messa in sicurezza. I sanitari hanno avviato le procedure di verifica e tentato le manovre possibili, ma gli accertamenti hanno confermato il decesso delle tre persone.
Successivamente le attività si sono spostate sulla gestione della scena: delimitazione degli ambienti, documentazione fotografica, repertazione di oggetti e bossoli eventualmente rinvenuti. La collaborazione tra forze dell’ordine e squadre di soccorso ha permesso di separare i flussi: da un lato le esigenze sanitarie e di tutela dei presenti, dall’altro i rilievi necessari a non alterare le evidenze. Di conseguenza gli accessi sono stati regolati e gli spazi interni sono stati esaminati stanza per stanza, con priorità alle aree dove sono state trovate le vittime.
Ipotesi di reato e accertamenti in corso
Le prime ricostruzioni convergono sull’ipotesi di omicidio-suicidio, con l’uomo che avrebbe esploso i colpi contro i familiari e poi contro se stesso. Si tratta di una linea investigativa iniziale, fondata sui riscontri visivi e sugli elementi raccolti in casa, che dovrà essere verificata con i rilievi tecnico-balistici e con ulteriori accertamenti.
Gli investigatori stanno lavorando per risalire alla provenienza dell’arma e per chiarire in che modo fosse presente nell’abitazione. A quel punto, la verifica delle traiettorie e delle distanze di sparo, insieme all’analisi delle superfici interessate, potrà consolidare la sequenza degli eventi ipotizzata. Resta centrale, inoltre, la definizione dell’arco temporale: quando sono avvenuti gli spari, quanto a lungo la famiglia non è stata reperibile, quali contatti ci sono stati nelle ore precedenti.
Ulteriori elementi potranno arrivare dalle testimonianze dei parenti che hanno lanciato l’allarme e da eventuali riscontri su telefoni e dispositivi presenti in casa, se ritenuti pertinenti e acquisiti secondo le procedure. Per ora il quadro operativo resta focalizzato sui rilievi interni e sull’analisi dei reperti già individuati; gli esiti di queste attività guideranno i passaggi successivi dell’indagine.
Le operazioni di polizia giudiziaria proseguono all’interno dell’appartamento di via dei Forti di Legnino, con gli specialisti impegnati nella mappatura delle tracce e nella verifica dell’arma rinvenuta, passaggi necessari per cristallizzare la dinamica e fissare i tempi della tragedia.
