Un Paese «guidato dalle persone meno capaci di farlo»: è l’immagine con cui vengono descritti gli Stati Uniti. George Clooney ha legato quel giudizio a un appello pratico, indicando nel voto di midterm un momento per «tirare le somme» e provare a ripristinare una normalità. Al Lido, durante la cerimonia inaugurale della Mostra, ha riportato il discorso dalla polemica alla responsabilità civica.
La presa di parola è arrivata prima della serata in cui riceverà il Leone d’Oro alla Carriera nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. Nel suo ragionamento, l’attore e regista ha evocato la necessità di recuperare «il senso della decenza» come precondizione per uscire dall’impasse.
Il richiamo al voto di midterm
Le elezioni di metà mandato, nelle parole di Clooney, saranno «sicuramente un momento per tirare le somme» e, «se va tutto bene, torneremo a una situazione di maggiore normalità». Non è solo un auspicio: la verifica elettorale può ridisegnare gli equilibri a Washington e misurare il capitale politico di chi governa.
Da qui il passaggio pratico: l’invito non entra nel merito di piattaforme o nomi, ma rimette la leva nelle mani degli elettori. Il messaggio è lineare, quasi didascalico per scelta: partecipare al voto come strumento immediato per «provare a tornare alla normalità» senza altre scorciatoie.
La ‘kakistocrazia’ e il caso del tweet
La parola più tagliente è «kakistocrazia», ovvero il «governo dei peggiori». Clooney l’ha usata per sintetizzare una stagione che, a suo giudizio, ha smarrito misura e decoro. A sostegno, ha citato un episodio: il riferimento a un segretario alla Difesa, Pete Heghset, che avrebbe «twittato una foto sulle donne delle forze armate canadesi ridendoci su». Un esempio, per lui, di come l’ostentazione di disprezzo nelle arene pubbliche intacchi le istituzioni.
Su questo punto l’attore ha insistito con una domanda secca — «qual è il senso di decenza?» — per riportare l’attenzione sulla responsabilità di chi ricopre cariche pubbliche quando comunica. Detto questo, il bersaglio non è la battuta isolata ma l’abbassamento dell’asticella che trasforma la derisione in linguaggio corrente.
Concentrazione dei media e spazio per il giornalismo
Non c’è solo la politica. Clooney ha allargato il perimetro al sistema dell’informazione: «I più ricchi del mondo attualmente sono proprietari del Washington Post, di Twitter e della maggior parte delle fonti delle nostre informazioni: è preoccupante». La concentrazione di potere economico e mediatico, in questa lettura, produce una fragilità che non si corregge da sola.
Eppure, ha aggiunto, «c’è ancora spazio per un buon giornalismo». Qui l’ottimismo è misurato e si accompagna a un richiamo al ruolo dell’informazione indipendente nel tenere in piedi il dibattito democratico. Non è un inciso casuale: nel 2005 a Venezia aveva presentato Good Night, and Good Luck, film che rimette al centro il lavoro delle redazioni di fronte alle pressioni della politica.
Il percorso torna sul palco. In apertura della manifestazione, Clooney riceverà il Leone d’Oro alla Carriera nella Sala Grande del Palazzo del Cinema: un riconoscimento che proietta il suo intervento — sulla politica, sulle istituzioni e sui media — davanti a un pubblico internazionale.
