La Procura di Torino impugnerà davanti al tribunale del Riesame il provvedimento con cui il gip ha disposto l’obbligo di firma per il 42enne fermato dalla polizia con l’accusa di avere molestato una ragazzina di 13 anni all’interno del negozio in cui lavorava. La decisione dei magistrati è emersa mercoledì 2 settembre in ambienti giudiziari.
Il gip aveva disposto l’obbligo di firma senza convalidare il fermo, pur riconoscendo l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza. La Procura aveva invece chiesto la custodia cautelare in carcere.
Salvini: “La castrazione chimica è la soluzione”
Sul caso è intervenuto nuovamente anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, tornando a chiedere l’introduzione della castrazione chimica per chi commette violenze sessuali sui minori.
“Se uno violenta una bambina di 13 anni deve prendere dei farmaci che impediscano di rimettere per il resto dei suoi giorni le mani addosso su dei bambini. Non mi accontento del carcere“, ha dichiarato Salvini.
Il vicepremier ha definito “surreale” la decisione del giudice e ha aggiunto che “la castrazione chimica, che è già in vigore in diversi Paesi civili occidentali, è la soluzione”.
Salvini era già intervenuto sulla vicenda nelle ore precedenti, rilanciando la proposta della Lega dopo la notizia della scarcerazione del 42enne.
Perché il gip non ha convalidato il fermo
Il 42enne era stato fermato dalla polizia dopo l’episodio avvenuto in un minimarket di Torino. Il gip, pur riconoscendo nei suoi confronti l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, aveva deciso di non convalidare il fermo.
Alla base della decisione c’era, secondo il giudice, la mancanza del pericolo di fuga, presupposto necessario per la convalida. Una valutazione distinta da quella relativa alle esigenze cautelari.
Il gip aveva infatti riconosciuto l’esistenza di un concreto e attuale pericolo di commissione di reati analoghi, ritenendo tuttavia che potesse essere contenuto attraverso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e senza ricorrere alla custodia cautelare in carcere.
La decisione aveva consentito al 42enne di lasciare il carcere dopo circa 48 ore. Ora la Procura contesta il provvedimento e porterà la questione davanti al tribunale del Riesame.
Gli ispettori inviati da Nordio
Parallelamente il caso è arrivato all’attenzione del ministero della Giustizia. Il ministro Carlo Nordio ha disposto l’invio degli ispettori al Tribunale di Torino per acquisire gli elementi utili a valutare l’iter seguito nella vicenda.
La tredicenne era entrata nel minimarket per fare alcuni acquisti. Dopo essere uscita dal negozio aveva chiamato la madre e la famiglia si era immediatamente rivolta alla polizia. Il racconto della ragazza ha trovato riscontro nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno contribuito al riconoscimento dei gravi indizi di colpevolezza da parte del gip.
Dalle registrazioni è inoltre emerso che poco prima il 42enne avrebbe avvicinato e importunato un’altra cliente adulta, una donna che gli investigatori stanno cercando di identificare.
