Valter Lavitola è stato aggredito all’interno del carcere di Rebibbia, a Roma, dove si trova detenuto dallo scorso 10 agosto. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 1° settembre e sulle circostanze del pestaggio sono ora in corso accertamenti.
Secondo le prime informazioni emerse, Lavitola sarebbe stato picchiato da alcuni detenuti. L’aggressione sarebbe avvenuta nel tardo pomeriggio e, stando ad alcune ricostruzioni, si sarebbe verificata durante l’ora d’aria.
L’ex editore dell’Avanti! è stato immediatamente soccorso e visitato dal personale sanitario del penitenziario. Le conseguenze dell’aggressione non sarebbero gravi: fonti della Polizia penitenziaria hanno fatto sapere che Lavitola “non corre pericolo”.
Indagini sull’aggressione a Rebibbia
Resta ancora da ricostruire con precisione la dinamica del pestaggio e soprattutto il motivo dell’aggressione. Sul caso sono in corso indagini e gli elementi raccolti all’interno del carcere sono finiti all’attenzione della Procura.
Al momento non è stata resa nota ufficialmente l’identità dei detenuti che avrebbero partecipato all’aggressione né è stato chiarito se si sia trattato di un episodio nato da tensioni interne al penitenziario oppure se il pestaggio possa avere collegamenti con la vicenda giudiziaria che ha portato Lavitola in carcere.
Un elemento sul quale potranno concentrarsi gli accertamenti riguarda proprio i rapporti all’interno dell’istituto penitenziario. A Rebibbia sono infatti detenuti anche Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, arrestati il 30 giugno e indicati dagli investigatori come appartenenti al gruppo coinvolto nell’attentato contro Sigfrido Ranucci.
Dalle intercettazioni effettuate in carcere sarebbero emersi in precedenza forti risentimenti nei confronti di Lavitola e propositi di vendetta da parte di alcuni degli arrestati. Al momento, tuttavia, non risultano elementi ufficiali che consentano di attribuire a loro l’aggressione avvenuta il 1° settembre: sarà l’indagine a stabilire eventuali collegamenti.
Lavitola potrebbe incontrare il suo avvocato
Dopo essere stato medicato, Lavitola sarebbe rimasto all’interno del carcere e le sue condizioni non desterebbero preoccupazione. Già nella giornata di mercoledì 2 settembre potrebbe incontrare il suo difensore, l’avvocato Arturo Cola.
Gli investigatori dovranno ora raccogliere testimonianze e altri elementi utili a ricostruire quanto accaduto nel penitenziario. L’obiettivo è identificare gli autori del pestaggio e accertare se l’aggressione sia stata un episodio legato alle dinamiche carcerarie o se dietro le violenze vi sia un movente preciso.
