Alessandro Di Battista è tornato a parlare in prima persona con un post su Instagram in cui annuncia di sentirsi meglio dopo il malore che lo ha costretto al ricovero all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana. «Oggi mi sento meglio», scrive l’ex deputato del Movimento 5 Stelle, oggi giornalista, ricoverato a seguito dell’episodio avvenuto venerdì 28 agosto. Nel messaggio Di Battista definisce i giorni seguiti al malore «complicati», ma rivendica un atteggiamento ottimista e fornisce aggiornamenti sulla tabella di marcia del trasferimento.
Il trasferimento, i costi e le scelte logistiche
Nel post l’ex parlamentare indica una data precisa per il rientro dall’isola: la partenza da Cuba è fissata per il 4 settembre, a bordo di un’aeroambulanza. Il ricovero di Di Battista sarà quindi seguito da un trasferimento sanitario organizzato per via aerea, un dettaglio che sposta di ventiquattro ore le ricostruzioni che indicavano un rientro il 3 settembre. Di Battista specifica inoltre che le spese dell’aeroambulanza saranno coperte dalla compagnia assicurativa con cui era stata stipulata una polizza prima della partenza per il reportage.
Il post precisa che l’ex deputato ha rifiutato il volo di Stato messo a disposizione dal governo e che, sul piano logistico, l’organizzazione del trasferimento è stata seguita anche dal Movimento 5 Stelle. Nelle righe dedicate all’organizzazione si parla altresì dell’intervento delle équipe mediche: l’insieme delle valutazioni sulla sicurezza del trasferimento è stato condotto con il concorso dei colleghi cubani e dei sanitari italiani giunti all’Avana.
Il malore, il ricovero e il messaggio dall’Avana
Secondo il racconto contenuto nel post, Di Battista, 48 anni, si trovava a Cuba per una serie di reportage per Il Fatto Quotidiano e TvLoft, nell’ambito del progetto «La polvere del mondo». Venerdì sera, dopo giorni di mal di testa persistente, è avvenuto il malore: il primo ricovero è stato a Santa Clara, in condizioni giudicate gravi e con diverse ore di perdita di coscienza. Sabato è stato trasferito in ambulanza all’Avana, un viaggio di circa quattro ore durante il quale è rimasto vigile.
All’Avana lo hanno raggiunto la compagna Sahra Lahouasnia e alcuni amici stretti. Nel post si riferisce anche la telefonata con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che lo ha descritto in tono combattivo. Il messaggio ringrazia il personale sanitario cubano «per la rapidità della diagnosi e per l’impostazione delle prime cure», precisando che quel giudizio gli è stato confermato anche dai medici italiani arrivati successivamente: l’équipe del Policlinico Gemelli di Roma, composta da un neurochirurgo e da uno specialista in rianimazione e terapia intensiva, è infatti atterrata all’Avana per affiancare i colleghi locali nella valutazione del quadro clinico e nella definizione delle condizioni di sicurezza per il trasferimento.
L’ultimo passaggio del post è politico: Di Battista rivendica di usare i propri spazi mediatici per denunciare quello che definisce l’«Olocausto palestinese» e accusa parte della stampa di girarsi dall’altra parte. Collega poi il luogo in cui si trova all’attività formativa di Cuba, ricordando che molti medici e infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni si erano formati sull’isola, un asse che l’ex deputato aveva posto al centro del reportage interrotto dal ricovero. Il post si chiude con un ringraziamento per l’affetto ricevuto in questi giorni, superiore — scrive — a quello che avrebbe mai immaginato.

