Nathan Trevallion e Catherine Birmingham non otterranno il rientro immediato dei tre figli: il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso stamattina che i minori della famiglia nel bosco non faranno ritorno subito alla casetta in pietra a Palmoli e resteranno per il momento nella casa famiglia di Vasto. Il provvedimento dispone un reinserimento a tappe e prevede la possibilità di un primo weekend di prova con i genitori tra un mese, subordinato alla relazione delle assistenti sociali.
Nel provvedimento, secondo quanto emerso, sono previsti passaggi mirati alla frequentazione scolastica e alla socializzazione; inoltre il Comune ha reso disponibile una nuova abitazione vicino alla sede della scuola pubblica e nel provvedimento sarebbe inserito l’obbligo di iscrizione alla scuola pubblica.
La decisione del Tribunale per i figli della famiglia nel bosco
La vicenda, nota anche come famiglia nel bosco, è esplosa dopo un episodio sanitario che ha fatto scattare la catena di interventi: un’intossicazione da funghi del 2024 che portò l’intero nucleo familiare in ospedale e una segnalazione ai carabinieri e ai servizi sociali. Da allora i tecnici hanno raccolto elementi sulla mancanza di cure pediatriche, l’assenza di vaccinazioni e condizioni igieniche giudicate inadeguate per i bambini.
I giudici hanno rilevato anche una carenza sul fronte dell’istruzione: i figli non frequentavano la scuola e seguivano un percorso di istruzione a casa che i magistrati hanno ritenuto insufficiente per garantire la socializzazione e il diritto all’apprendimento. In seguito a questi rilievi la responsabilità genitoriale è stata sospesa e il 24 novembre 2025 è stato disposto l’allontanamento dei minori.
Il piano di reinserimento
Il provvedimento del tribunale fissa un percorso graduale: i minori frequenteranno la scuola pubblica e il loro reinserimento nella famiglia di origine avverrà per fasi, sulla base delle valutazioni dei servizi. Tra un mese, se la relazione delle assistenti sociali sarà positiva, i tre potranno trascorrere un weekend intero nella casetta di Palmoli insieme ai genitori e agli animali che amano.
La misura è pensata per verificare la capacità genitoriale e il benessere dei minori durante un contatto controllato. La Digos non è citata nel provvedimento; la decisione è stata motivata invece con la necessità di accertare l’adeguatezza dell’ambiente domestico e la continuità delle cure educative.
Gli sviluppi processuali
L’esito del ricongiungimento provvisorio dipenderà dalla valutazione professionale: la relazione delle assistenti sociali sarà il documento centrale che il Tribunale esaminerà prima di autorizzare ulteriori contatti o un ritorno stabile. Avvocato Pillon, legale della famiglia, aveva auspicato un pieno ricongiungimento; la decisione odierna non corrisponde del tutto a quella richiesta.
Il prossimo passaggio formale è la consegna al Tribunale della relazione dei servizi sociali attesa entro circa un mese: sarà quel documento a determinare la possibilità di ampliare i contatti tra i minori e i genitori o a mantenere la collocazione protetta. Palmoli resta il luogo simbolo della vicenda, ma per ora la priorità giudiziaria rimane la tutela e il controllo delle condizioni dei bambini.
