Una guida scientifica elenca dieci aspetti da valutare quando si sceglie il cibo per il proprio animale, in occasione della Giornata mondiale del cane. L’articolo mette a confronto tendenze alimentari, costi e potenziali rischi, sollecitando scelte basate sui bisogni nutrizionali del singolo animale e sul parere di specialisti.
Rischi e limiti delle diete a base di carne cruda
Tra le diete più discusse c’è la cosiddetta BARF, basata su carne cruda e alimenti non cotti. Questa pratica è popolare tra i sostenitori di una nutrizione “più naturale”, ma presenta criticità rilevanti. BARF può infatti determinare squilibri nutrizionali, contaminazioni batteriche e problemi nella formulazione di un pasto completo, come ha spiegato Barbara Tonini della Società Italiana di Alimentazione e Nutrizione Animale: «Quest’alimentazione può presentare criticità importanti: squilibri nutrizionali, contaminazioni batteriche e difficoltà di formulazione corretta».
La posizione della ciotola non sembra influire sulla colonna vertebrale: l’evoluzione dei canidi suggerisce abitudini alimentari dal suolo. La World Small Animal Veterinary Association consiglia una ciotola rialzata solo in caso di patologie ortopediche o mobilità ridotta, non come regola generale.
Cereali, menù gourmet, raccolta solidale e costi
La moda del “grain free” — ovvero l’esclusione totale dei cereali dalla dieta — nasce dalla paura di allergie, ma non esistono prove che i cereali siano dannosi per cani e gatti salvo una diagnosi specifica. Barbara Tonini osserva che gli adattamenti metabolici di cani e gatti permettono l’uso degli amidi, perciò una scelta senza cereali non è necessaria di per sé.
Allo stesso tempo l’alimentazione si sta umanizzando: sono nati prodotti gourmet, menù stagionali e opzioni da hotel e ristoranti per animali, con piatti che possono arrivare a costare fino a 60 euro. Esistono anche servizi di consegna di pasti freschi tramite app, attivi al momento in alcune città.
Sul fronte solidale, supermercati e negozi organizzano giornate di raccolta cibo destinate a canili, gattili e colonie feline, spesso in collaborazione con Enpa e Oipa. Sul piano dei numeri, i dati citati dalla guida indicano che l’impegno economico per l’animale è significativo: le stime Istat 2019 parlavano di circa 1.000 euro all’anno per spese alimentari e controlli veterinari, mentre un’indagine di Emg Different riporta che nel 2025 i proprietari hanno speso in media 358 euro per il cibo del cane e 240 euro per quello del gatto, con un aumento dei costi del 2,5% rispetto al 2024.
Alimenti pericolosi, dolci festivi e alternative
Alcuni alimenti comuni per gli esseri umani sono potenzialmente tossici per gli animali: da evitare sono cioccolato, cacao, uva e uvetta, avocado, funghi, caffè, aglio e cipolla, che possono provocare problemi cardiaci o insufficienza renale o epatica. Le ossa date come cibo aumentano il rischio di lesioni interne.
L’umanizzazione delle ricette ha portato all’arrivo di panettoni, birre analcoliche e cocktail per animali; Alessia Candellone, gastroenterologa veterinaria, mette in guardia sui troppi zuccheri e suggerisce una scelta più attenta: «È normale voler condividere un momento di festa con il proprio animale, ma purtroppo questi prodotti rischiano di contenere troppi zuccheri. Meglio preparare in casa biscotti o ghiaccioli con ingredienti più salutari».
Sul piano delle diete alternative, una dieta vegetariana può essere teoricamente praticabile per il cane se formulata accuratamente da un veterinario nutrizionista e solo quando tutti i fabbisogni nutrizionali sono garantiti; per il gatto, carnivoro obbligato, garantire una dieta vegetariana sicura nel lungo termine risulta estremamente difficile e non è raccomandato.
Per approfondire i dettagli su ingredienti, rischi e scelte pratiche la guida propone dieci punti di controllo da usare quando si seleziona il cibo: bilancio nutrizionale, controllo delle fonti, attenzione ai prodotti stagionali e valutazione costi-benefici. Sul numero di Focus in edicola è disponibile uno speciale su cani e gatti che raccoglie queste indicazioni con il supporto della comunità scientifica.
